Ponti servitore di due padroni

Focus

Mentre in Italia il professore bocciava la Tav, in uno studio per l’Ue incensa i corridoi TEN-T, di cui la Torino-Lione è una key section

L’ultimo capitolo dell’assurda vicenda Tav è legato al nome del professor Marco Ponti e alla sua versatilità intellettuale.

Dopo aver sostanzialmente occupato tutti i salotti televisivi con la sua ricercata irriverenza, dopo essere piombato in commissione Trasporti per spiegare come lui fosse l’unica autorità in materia e quanto gli altri capissero poco di questi delicatissimi temi, ora viene fuori che, mentre insieme al suo pool di “esperti” redigeva per il governo un’analisi costi benefici che bocciava senza appello la Tav, la ‘Trt trasporti e territorio’, società da lui presieduta, contribuiva ad elaborare uno studio per l’Unione Europea, in cui incensava TEN-T, i corridoi ferroviari di cui la Tav è una key section, una sezione chiave.

Ora, delle due, una: o Ponti ha mentito all’Italia o ha mentito all’Europa. E siccome lo studio per l’Ue ha visto la partecipazione di numerosi altri soggetti, propendiamo per la prima ipotesi. Anche perché lui stesso ha candidamente ammesso che nell’analisi fatta per il governo, nei costi di un No all’opera non sono state calcolate le eventuali penali miliardarie che l’Italia sarebbe condannata a pagare. La sensazione è che a Ponti piaccia soddisfare le aspettative dei suoi committenti.

Il problema, però, è che, se così fosse, quella perpetrata nei confronti del Parlamento, delle imprese e dei cittadini italiani sarebbe una vera e propria truffa. Di cui a rispondere non sarà solo Ponti, ma anche il ministro che ha commissionato l’analisi, quel Danilo Toninelli campione di gaffe, su cui pende già una mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico.

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