Accordo-farsa sulla prescrizione

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Fra Salvini e Di Maio resta la differenza. Appuntamento al prossimo baratto Lega-M5s

La tregua tra gli azionisti di governo ha un nome e si chiama prescrizione. Peccato che l’accordo su un tema tanto delicato appaia sempre di più come un puro baratto: ieri il decreto sicurezza (intestato alla Lega),  oggi la prescrizione (obiettivo pentastellato).
Un decreto che mette praticamente in pausa, per un anno dalla sua approvazione, l’entrata in vigore dell’emendamento che blocca la prescrizione dopo la sentenza di condanna in primo grado, per tutti i reati. Una norma a efficacia differita: cioè niente. Una buffonata.
“L’accordo è stato trovato – ha però annunciato Matteo Salvini – va bene riformare la prescrizione, ma solo con tempi certi”.  Il vicepremier M5s Luigi Di Maio in un diluvio di punti esclamativi gioiva così: “Ottime notizie! #BastaImpuniti! La norma sulla prescrizione sarà nel disegno di legge anticorruzione! E entro l’anno prossimo faremo anche una riforma del processo penale. Processi brevi e con tempi certi. Finalmente le cose cambiano davvero!”.
Il garbuglio è stato spiegato da Bonafede: “Entrerà in vigore in modo posticipato, nell’ambito della riforma epocale della giustizia penale, l’anno prossimo. “La riforma della prescrizione scatterà, comunque, il 1 gennaio 2020. Anche se dovesse cadere il governo”, ha poi garantito il ministro pentastellato Riccardo Fraccaro, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Sul punto è intervenuto Piercamillo Davigo, togato del Csm e grande fautore della riforma voluta dai grillini, che ha intonato il de profundis: “Così se ne vedranno gli effetti solo tra molti anni, da qui all’eternità, quando io sarò morto”. I penalisti dal canto loro hanno annunciato uno sciopero in difesa della Costituzione.
“Giusto che il tema della prescrizione sia trattato in un quadro organico di riforma del processo – ha spiegato il vicepresidente del Csm, David Ermini – Fare un semplice intervento sulla prescrizione sarebbe stato riduttivo”. E ad avere dubbi, oltre le opposizioni c’è la stessa Lega. Non si capisce infatti cosa sarà della prescrizione se, trascorso il termine di un anno, non sarà stato riformato il processo. Si rischia l’abolizione della prescrizione tout court e migliaia di cittadini incastrati in un labirinto giudiziario senza fine. Il guazzabuglio è stato oggetto di protesta anche da parte delle opposizioni: ci sono stati momenti di altissima tensione nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Al momento del voto – del quale peraltro le opposizioni contestano la regolarità – si è quasi sfiorata la rissa, evitata solo grazie all’intervento di alcuni commessi. Le opposizioni unite hanno quindi chiesto al presidente della Camera Roberto Fico di tutelare il ruolo del Parlamento e delle opposizioni.

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