Sbarca in aula la legge contro l’apologia di fascismo

Focus

Fiano: “Non vogliamo punire le opinioni ma gli atti”. Entro mercoledì il voto finale sulla proposta di legge del Pd.

La prima legge che l’aula di Montecitorio sarà chiamata a votare, domani pomeriggio alle 15, sarà la proposta di Emanuele Fiano per inserire nel Codice penale il rafforzamento del divieto di apologia del fascismo previsto dalla legge Scelba del 1952.

Il nuovo reato, che prevede anche un’aggravante per la propaganda sul web, sembra avere una tempistica perfetta. La fine dell’estate è passata tra giorni nei quali si è pensato di celebrare la Marcia su Roma e altri in cui sono apparsi manifesti in difesa della donna, in puro stile mussoliniano. L’urgenza di una discussione è stata sottolineata da molti deputati del centrosinistra, ma  la legge è contestata dalle destre e anche da qualche moderato, come Fabrizio Cicchitto, che pur essendo d’accordo con il principio della legge ne contesta la formulazione: è una legge liberticida, è la critica che arriva dai detrattori della proposta Fiano.

Il deputato milanese dal canto suo, la vede così :”In questi ultimi dieci anni il clima è molto cambiato: la crisi economica ha creato disagio e rabbia. Temi da sempre cari alle destre estreme si sono riaffacciati con forza: l’immigrazione, la casa, la sicurezza. In questo contesto ci sono tante persone che pensano bene di attualizzare le cattive lezioni dei cattivi maestri”.

In effetti di episodi preoccupanti che raccontano l’escalation dei nuovi fascismi ce ne sono stati parecchi e combatterli è un dovere imposto dalla Costituzione, così come lo è quello di evitare che alcune formazioni politiche possano pensare a nuove edizioni di un triste passato. Fiano ha presentato un’interrogazione contro le iniziative di Forza Nuova e non intende abbassare la guardia contro azioni la cui ” sovrapposizione con certe idee del ventennio e’ palese”.

E il gioco della propaganda è ancora più sottile e pericoloso se condotto sul web: “La cosa che più mi ha colpito – dice Fiano – è stata la divulgazione di un manifesto postato sulla pagina Fb di un partito dichiaratamente neofascista che ripropone, riadattandolo ai nostri giorni, lo stesso poster che veniva affisso per le città all’epoca della Repubblica Sociale italiana, nel 1944, con il “nero” invasore e violentatore. Sono segnali che preoccupano e che ci impongono di porre un freno anche perché sulla Rete tutto è più veloce e i più esposti sono i più giovani”.

 

Insomma la legge che introduce il reato di apologia di fascismo è una manovra di contrasto contro i nostalgici del Ventennio che oggi sono rinvigoriti dalla crisi e dall’immigrazione. “Ecco perché una parte centrale del testo prevede un’aggravante per l’apologia sul web. La propaganda di beni, immagini o contenuti legati al neofascismo o neonazismo deve essere aumentata di un terzo, se la diffusione è attuata attraverso strumenti telematici o informatici. E’ evidente che se un gadget del Duce finisce in mano a qualche centinaio di nostalgici, una pagina Facebook può raggiungere milioni di persone”.

I numeri almeno alla Camera ci sono e la legge dovrebbe ottenere il via libera entro mercoledì:  a favore voteranno dal centrosinistra e dalla sinistra, e dai moderati con qualche eccezione. Contraria la destra (Forza Italia,  FdI eLega Nord ) e  – cosa che colpisce – anche il M5s.

Al Senato la situazione è più difficile e molto dipenderà dal voto dei vari gruppi del Misto, che faranno da ago della bilancia anche se la Svp, da sempre nel mirino della destra neofascista,  ha già annunciato il suo ok.

 

 

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