E ora gli statalisti scoprono le privatizzazioni

Focus

Il governo punta a recuperare 18 miliardi dalle privatizzazioni. Una impresa praticamente impossibile anche svendendo i “gioielli di famiglia”

Nella lettera di risposa all’Europa il governo ha inserito un capitolo, quello delle privatizzazioni e dismissioni. La promessa è di far calare il debito pubblico, ma ancora una volta il piano è decisamente ambizioso, anzi impossibile, vale a dire recuperare un punto di Pil, circa 18 miliardi di euro.

Di Maio: “No a gioielli di famiglia”

Luigi Di Maio immediatamente si è affrettato a dire non saranno toccati “i gioielli di famiglia” parlando di “immobili e beni secondari dello Stato”. Ma se così fosse l’obiettivo, già molto più che ambizioso, sarebbe decisamente impossibile. Considerando che negli ultimi 8 anni l’incasso totale delle vendite di immobili è stato 8,7 miliardi. Dunque non è credibile che il governo possa aver fatto i conti solo con gli immobili.

Impossibile recuperare 18 miliardi

Anche se in ballo ci fossero privatizzazioni di pezzi pregiati comunque la cifra prevista è un miraggio come sottolinea Carlo Cottarelli. Infatti l’ex commissario per la revisione della spesa ricorda che l’ultima volta che le entrate dalle privatizzazioni hanno superato l’1% del Pil era il 2003. Allora i gioielli di famiglia furono toccati, eccome. Infatti furono dismesse quote di Cassa Depositi e Prestiti, Eni, Enel , Poste italiane e dell’Ente tabacchi italiani.

Non male per chi, come il M5s, per anni ha tuonato contro le privatizzazioni e che fino a pochi giorni fa parlava di nazionalizzare Alitalia e di ritirare le concessioni di Autostrade.

Gualtieri: “Una svendita a prezzi di saldo”

Dall’opposizione Roberto Gualtieri, attuale presidente della Commissione Economica del Parlamento Europeo, giudica la lettera “inutile e dannosa”, e precisa:  “Inutile perché come è noto le privatizzazioni non incidono sul deficit strutturale (e se non riguardano immobili neanche su quello nominale) e quindi non consentono di evitare l’apertura di una procedura di deficit eccessivo, che imporrà all’Italia vincoli più stretti per molti anni. Sbagliato, perché realizzare 18 miliardi di privatizzazioni nel 2019 è al tempo stesso del tutto irrealistico e profondamente sbagliato, e determinerebbe una svendita a prezzi di saldo del patrimonio pubblico”. Il  governo ha messo l’Italia in svendita e a prezzo di saldo solo per continuare a fare propaganda, ma nonostante questo non basterà.

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