“Procedura non più necessaria”. Pericolo scampato per l’Italia (almeno per il momento)

Focus

Dopo la “manovra correttiva” messa nero su bianco lunedì scorso, i Commissari Ue non raccomanderanno all’Ecofin la procedura

Per il momento l’Italia evita le sanzioni Ue per il mancato rispetto delle regole: niente procedura per debito nei nostri confronti. È quanto ha annunciato il commissario europeo uscente agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, nel corso di una conferenza stampa al termine di una riunione dei commissari in cui è stata presa la decisione.

Va sottolineato, però, come la minaccia di nuove sanzioni non sia stata bloccata dal lavoro diplomatico dell’Esecutivo gialloverde, come vorrebbe far credere il premier Conte nelle sue enfatiche dichiarazioni (addirittura Di Maio in un post su Facebook si complimenta con l’inquilino di Palazzo Chigi). È palese infatti che i Commissari Ue non raccomanderanno all’Ecofin la procedura soltanto per le rassicurazioni sui conti fornite lunedì scorso con l’assestamento di bilancio, che non è stato certo un lieve cambiamento di deficit e debito pubblico. Con il decreto che “congela” le minori spese da reddito di cittadinanza e quota 100, si sono dovute infatti trovare risorse per quasi 8 miliardi di euro (7,6 per l’esattezza). Tradotto: si è trattato di una vera e propria manovra correttiva dissimulata da tecnicismi denominati assestamento di Bilancio. Un passaggio che certifica politicamente il netto dietro front Salvini&co rispetto alle promesse sventolate durante l’ultima campagna elettorale.

“Il governo italiano – ha sottolineato a questo proposito Moscovici – lunedì scorso ha approvato un pacchetto formale che dà una risposta formale alle nostre condizioni. Pensiamo che sarebbe controproducente dal punto di vista economico e del debito pubblico chiedere alle autorità italiane di fare di più quest’anno”.

Sullo sfondo rimane tuttavia un futuro di politica economica molto complicato da gestire. E la strada rimane molto stretta, per dirla con le parole dell’ex ministro Pier Carlo Padoan, perché all’orizzonte ci sono due grossi ostacoli da superare, uno legato al disinnesco dell’aumento Iva per ben 23 miliardi (eventualità che per Bankitalia provocherebbe una caduta del Pil di 0,3 punti).

E poi c’è la questione tutta politica della Flat tax, senza la quale Salvini dice di voler far saltare il banco del governo (“resta in campo senza dubbio”, dice oggi), ma che dati alla mano avrebbe bisogno di coperture per almeno 13 miliardi (nella migliore delle ipotesi, quella soft).

Non a caso, ha evidenziato sempre Moscovici, la Commissione europea procederà ad “una attenta valutazione del progetto di legge di bilancio 2020”, oggi “le misure prese sono sufficienti per evitare la procedura, ma è chiaro che gli impegni su 2020 dovranno essere precisi e rispettati”.

Si prospetta insomma un autunno molto caldo, tutto incentrato su una manovra mastodontica di circa 50 miliardi di euro. Con la nuova Commissione guidata da Von der Leyen che non potrà che tornare all’attacco sulle cifre, che fra qualche mese balleranno ancor più di oggi.

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