Il giallo del sequestro dell’Aquarius e il clima avvelenato sulle Ong

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La procura di Catania indaga la ong Medici Senza Frontiere sullo smaltimento dei rifiuti e il vice premier parte subito con la propaganda anti-migranti

La procura della Repubblica di Catania mette sotto inchiesta la ong Medici Senza Frontiere con l’accusa di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” e subito la questione migranti torna ad essere occasione di propaganda politica da parte di Salvini. L’indagine ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius (attualmente nel porto di Marsiglia) e di 460 mila euro nei conti correnti di Msf. Si tratterebbe di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani: in pratica i vestiti dei migranti soccorsi, gli scarti alimentari e i rifiuti delle attività mediche di Msf.
Fin qui le accuse, mossa da una procura non nuova a porre sotto particolare attenzione le attività delle ong. Senza attendere il giudizio definitivo dei tribunali, il solito Salvini si è avventato contro Msf: “Ho fatto bene – scrive su twitter – a bloccare le navi delle Ong, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti”.

Immediata la reazione di Medici Senza Frontiere che, in una nota, “condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane”, “una misura sproporzionata e strumentale – evidenzia Msf – tesa a criminalizzare per l’ennesima volta l’azione medico-umanitaria in mare”.
Tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti – puntualizza Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF – hanno sempre seguito procedure standard”.

Anche il presidente del Pd Matteo Orfini rimarca il rischio che tutto si risolva in una operazione anti-ong: “Qualcuno alla procura di Catania – scrive – sembra aver deciso che le ong sono un pericolo per la sicurezza del paese. E quindi le si accusa di qualunque cosa. Poi tutto viene archiviato, ma il danno è fatto. Resto dell’idea che chi lotta per salvare vite umane vada ringraziato”.
Su Facebook, il senatore Pd Franco Mirabelli, evidenzia come “gettare materiale sanitario usato per curare le persone salvate dal mare è un errore e un reato. Ma dare a questa vicenda una visibilità e una attenzione raramente riservata a chi traffica rifiuti di ogni tipo via mare e via terra è davvero incomprensibile”.

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