Ecco il testo integrale del piano Prodi per un New deal europeo

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150 miliardi per un'”Europa sociale”, l’ex premier lancia la sua super-proposta. Ok di Renzi

Un piano da 150 miliardi di investimenti per il rilancio dell’Europa sociale: è il “New Deal per l’infrastruttura sociale” presentato ieri da Romano Prodi a Bruxelles per dare risposte ai problemi più urgenti dei cittadini del Vecchio Continente. Scuola, sanità e case popolari sono il cuore di un progetto che secondo il professore “cambierà il volto dell’Ue”. Il piano è stato proposto assieme dall’ex ministro francese Christian Sautter e condiviso da tutti gli stati membri.

“Non vogliamo l’Europa di banchieri e della finanza, ma quella sociale”, ha sottolineato l’ex presidente della Commissione Ue. “Ogni anno – ha spiegato – c’è un gap negli investimenti in tutta Europa, anche nei Paesi più ricchi sulle infrastrutture sociali, in particolare sanità, educazione e alloggi sociali abbordabili”. C’è urgenza di dare risposte sociali e per questo, ha chiesto Prodi, “il piano deve essere lanciato immediatamente, con una possibile interazione tra pubblico e privato“, inclusi fondi pensioni e assicurazioni. In Italia un ruolo importante per l’attuazione del piano lo giocherà Cassa Depositi e Prestiti che ha promosso lo studio tra le altre cose. Cdp guiderà la task force europea per quanto riguarda il reperimento di risorse da destinare al finanziamento di progetti di infrastrutture sociali in Italia.

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha commentato positivamente la proposta definendola “un progetto molto interessante”.

Sandro Gozi, sottosegretario  con delega agli Affari europei, ha definito il piano come la “risposta più efficace alla paura diffusa e alla disillusione nelle istituzioni europee che sono alla base dei populismi”. Gozi ha prima sottolineato la positività del progetto di investire investire in sanità, educazione e alloggi sociali per una vera Unione sociale europea. Poi ha sottolineato l’efficacia della scelta del metodo: i progetti da finanziare dovranno essere decisi insieme tra stati membri e istituzioni locali, “in linea con il rispetto del principio di sussidiarietà”.

Qui il Piano Prodi (integrale, in inglese)

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