“Promuovere le opportunità a partire dalla scuola è il nucleo del riformismo”. Parla Mila Spicola

Focus

“La differenza tra noi e loro sono i libri. Noi crediamo nell’impegno, nel sudore, nello studio, Lega e Cinque Stelle vogliono lo status quo per generare subalternità”

“Il compito di questa segreteria di transizione è mettere a punto idee e proposte che rilancino il dialogo tra il Pd e i comparti dei vari ambiti di competenza. Le proposte politiche usciranno dalle mozioni del prossimo congresso, ma noi abbiamo molti temi che uniscono le anime del partito e su questi dobbiamo lavorare”. Ne è convinta Mila Spicola, a cui è stata assegnata la delega del contrasto alla povertà educativa nella nuova segreteria del Pd.

“Su questo tema – sottolinea – la nostra posizione è quella della migliore cultura democratica-pedagogica, a chi ha di meno dobbiamo dare di più perché è dall’istruzione che partono le radici delle diseguaglianze economiche”. Nel segno di chi, molto prima del nostro tempo, ha capito che qui si gioca la partita decisiva per la società, “nel segno di Don Milani e del grande pedagogista Aldo Visalberghi”.

Ma se a livello pedagogico questo concetto è chiaro ormai da decenni, non si può dire che la politica abbiamo fatto passi da gigante in questo senso. “Oggi nel nostro mondo c’è questa grande consapevolezza – continua Mila Spicola – sono anni che ripetiamo queste cose, sono priorità che abbiamo inserito nel programma del 4 marzo”. Come fare? “Dobbiamo agire sul versante strutturale, aree di priorità educativa e poi con le associazioni, la formazione dei docenti. Dobbiamo parlare con il mondo della scuola e capire quale sia la via migliore per portare tutti i bambini ad avere le stesse opportunità”. Anche perché, ricorda Spicola, “questo è il nucleo fondamentale del riformismo: promuovere le opportunità, abbattere gli ostacoli che tengono legati i bambini fin da piccolissimi, promuovere la libertà dell’individuo”.

Esattamente il contrario di quello che vogliono i populisti al governo: “Non è un caso che la prima cosa che hanno attaccato sia il bonus cultura. A noi non interessa il sussidio, a noi interessa liberare le capacità. Loro invece lavorano per creare subalternità. Il cuore della nostra funzione storica è contrastare questa posizione. La differenza tra noi e loro sono i libri, le ali per far volare i nostri ragazzi, per valorizzare nuove idee, nuovi pensieri, nuove competenze. La nostra storia – conclude – è quella di un Paese che vede nello studio, nell’impegno, nel sudore elementi di riscatto e di emancipazione”.

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