La scelta di Puigdemont: “Non ci saranno elezioni anticipate”

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Il capo della Generalitat è intervenuto dopo la richiesta del governo centrale di avviare il percorso di commissariamento della Catalogna

Dopo il refendum del primo ottobre, una consultazione giudicata incostituzionale dalla Consulta spagnola, il capo della Generalitat ha deciso di non convocare le elezioni nella regione autonoma. Il suo intervento si attendeva alle 13.30, ma invece Puigdemont ha parlato solo nel pomeriggio per rispondere a Madrid che ha deciso di applicare l’articolo 155 della Costituzione.

Una scelta, ha detto nell’aula del Senato a Madrid la vicepresidente del governo centrale Soraya Sanchez de Santamaria, che serve a “ristabilire l’esercizio dell’autogoverno catalano in un quadro costituzionale. Per far fronte a una situazione estremamente grave, lo Stato di diritto ha strumenti eccezionali”.

Da Barcellona c’è stato un tentativo di dialogo, ha sottolineato Puigdemont nel suo intervento, ma non è stato così da parte dell’esecutivo spagnolo che non ha dato garanzie sul commissariamento della Catalogna. “Avrei indetto le elezioni se vi fossero state le garanzie, ma queste garanzie non ci sono” e per questo motivo “sarà il Parlamento catalano – ha detto ancora Puigdemont – a decidere se proclamare l’indipendenza dopo aver confermato che non convocherà elezioni per non aver ricevuto garanzie dal governo spagnolo” sullo stop al commissariamento della Catalogna. Secondo il capo del governo catalano non è arrivata “una risposta responsabile dal Partito Popolare che ha approfittato delle opzioni sul tavolo per attaccare me, l’autorità catalana e il dialogo”, ha detto ancora il capo della Generalitat. “Oggi – ha concluso – nulla giustifica una richiesta di elezioni regionali”.

 

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