Quando verranno eletti i Presidenti di Camera e Senato? Il timing dei lavori

Focus
L'Aula del Senato

I tempi per eleggere le alte cariche dello Stato di questa diciottesima legislatura

Ancora qualche giorno e poi la diciottesima legislatura sarà formalmente avviata.

Ecco il timing che ci aspetta

Venerdì 23 marzo, sono convocate le prime sedute di Camera e Senato, rispettivamente alle 11 e alle 10.30 (ma qualche giorno prima inizieranno le procedure di registrazione dei nuovi parlamentari). La prima tappa di un percorso segnato da una serie di adempimenti, al termine dei quali, probabilmente subito dopo Pasqua, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà in grado di avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

La seduta inaugurale a Montecitorio sarà presieduta da Roberto Giachetti, il più anziano per elezione tra i vicepresidenti della legislatura precedente. Criterio con il quale verranno scelti quattro segretari d’Aula, risalendo anche alle legislature precedenti, in mancanza dei quali si ricorrerà ai deputati più giovani presenti in Assemblea. Dopo questi primi adempimenti, la seduta verrà sospesa per convocare la Giunta provvisoria delle Elezioni, che dovrà compiere una serie di accertamenti, ad esempio dimissioni per incompatibilità, per assicurare il plenum dell’Assemblea. La legge elettorale infatti stabilisce i criteri automatici per determinare il collegio di elezione per deputati eletti in più collegi. Faranno parte di questo organismo i deputati presenti membri della Giunta della precedente legislatura.

Una volta ripresa la seduta si passerà all’elezione del presidente. In prima battuta è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti la Camera. Nel secondo e terzo scrutinio occorre la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.

Se non si raggiungesse un ampio accordo tra le forze politiche, è prevedibile che l’elezione del presidente avvenga tra la mattina e il pomeriggio di sabato 24, come accaduto dal 1994 ad oggi, a patto che comunque sia possibile coagulare una maggioranza assoluta in grado esprimere un numero sufficiente di consensi.

Per approfondimenti sul tema leggi anche “Come si eleggono i Presidenti di Camera e Senato”

Differenti, pur con analogie, le procedure al Senato. La prima seduta sarà presieduta dall’ex Capo dello Stato e senatore a vita Giorgio Napolitano, il membro dell’assemblea più anziano di età. In passato furono chiamati a svolgere lo stesso ruolo anche Oscar Luigi Scalfaro (2006), Sandro Pertini (1987) e Giovanni Gronchi (1972). I sei senatori più giovani eserciteranno le funzioni di segretario. Stesso iter della Camera per la nomina della Giunta provvisoria delle Elezioni, composta da sette membri.

La principale diversità riguarda l’elezione del presidente, che si conclude comunque entro il quarto scrutinio, anche per il ruolo di supplente del Capo dello Stato che è chiamato a svolgere. Quindi è richiesta dapprima la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche.

Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato questa maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. Quindi al massimo domenica 25 o più probabilmente entro sabato pomeriggio si conoscerà il nome del nuovo presidente del Senato.

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