No Vax, sì Money. Il quarto report del Pd contro la disinformazione in Rete

Focus

Il quarto e ultimo report sulla disinformazione in Rete, con un focus sulla rete di diffusione delle teorie antivacciniste e complottiste

“No Vax, sì Money”, è il titolo del quarto e ultimo report che il Partito democratico ha dedicato alla disinformazione e all’industria delle false notizie in Rete.

La fake news del movimento No Vax

A conclusione del lavoro portato avanti nelle ultime settimane, in questo ultimo report si è scelto di trattare uno dei temi simbolo della fabbrica delle fake news, quel movimento No Vax che tanti danni ha fatto e continua a fare al nostro Paese, con i numeri sul calo dell’immunità di gregge che hanno spinto il Governo italiano a varare la legge sull’obbligatorietà.

Come funziona e ha funzionato, dunque, il movimento anti-vaccinista in Italia?

Il rapporto del Pd ricostruisce la vicenda, partita ormai 20 anni fa con l’articolo-fake del medico britannico Andrew Wakefield, che sulla rivista Lancet pubblicò uno studio in cui si sosteneva una probabile correlazione tra il vaccino trivalente all’autismo.

Una affermazione non solo mai riscontrata scientificamente, ma per la quale, si è scoperto in seguito, Wakefield non aveva utilizzato nessun “case study”, limitandosi a illustrare conclusioni personali senza alcun supporto sperimentale.

In seguito, ricostruisce il report del Pd, un’inchiesta del Sunday Times svelò un grave conflitto di interesse di Wakefield, che fu costretto ad ammettere di aver ricevuto, per compiere quegli studi farlocchi, 500mila sterline da un avvocato interessato a dimostrare una correlazione tra vaccini e autismo, perché oggetto di una causa contro le aziende farmaceutiche.

L’articolo di Lancet venne rivisto e corretto ma quando era già stato condiviso e diffuso dai media. Ne risultò un grave calo dei bambini vaccinati nel Regno Unito e un aumento dei casi di morbillo.

Il punto su cui si concentra il report è da un lato il comportamento di alcune parti politiche in Italia, che soprattutto in campagna elettorale, anziché prendere le distanze da certi comportamenti, al contrario li strumentalizzano. E dall’altro sulle dinamiche di diffusione del movimento No Vax sul web, che hanno al centro un intento ormai chiaro: lucrare per guadagnarci.

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La rete di diffusione delle bufale antiscientifiche

Il Report evidenzia una vera e propria rete organizzata di diffusione in Italia delle bufale antiscientifiche. Il primo caso analizzato è quello di AttivoTv, un sito che ha costruito il suo successo su un uso massivo della tecnica del clickbaiting, con articoli quasi tutti a contenuto “complottista” nei confronti della scienza ufficiale.

Il dominio di AttivoTv, svela il report, risulta intestato a Mida Riva, proprietario anche di altri domini a complotti stico e politico a sostegno del Movimento 5 Stelle.

La galassia di Re Mida, tra medici radiati, complottisti e Cinquestelle:

 

Tra gli amici di Mida Riva su Facebook ex senatori M5S e sostenitori della teoria antivaccinista come Bartolomeo Pepe, organizzatore di una conferenza al Senato il cui relatore principale era proprio Andrew Wakefield.

Inoltre tra gli amici di Mida troviamo anche Adriano Valente, amministratore della pagina Virus5Stelle, famosa per la fake news su alcuni esponenti del Pd ai funerali (mai celebrati) di Totò Riina.

Antivaccinisti e complottisti: non solo M5S

Le teorie antivacciniste, svela ancora il Report, sembrano non essere un’esclusiva della galassia pentastellata. Vi sono infatti diverse pagine vicine alla destra estrema e alla Lega di Salvini che condividono contenuti complottisti anche su argomenti medici.

Ma su queste pagine ogni tema è buono per partire con la strumentalizzazione, allo scopo aumentare l’engagement di pagine interessate a promuovere estremismi politici.

Un grande classico: le bufale anti Pd

Infine, il report riporta due esempi di ironia macabra e diffamazione, solo tra quelli degli ultimi giorni, che hanno avuto come oggetto il Partito democratico.

Il primo è un video, che qualcuno con uno strano senso dell’umorismo ha definito “divertente”, in cui allo spot del Pd viene aggiunto un finale macabro, un video poi rimosso da Facebook per i contenuto violenti. Il report svela come il sito autore del video, SbobTv, presenti stretti legami indovinate con chi? Esatto, il Movimento 5 Stelle.

Il secondo è un video bufala fatto girare su Facebook, in cui viene denunciata la pratica, attribuita al capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato, di votare anche per i colleghi assenti. Peccato che l’Aula ritratta nel video fosse quella del Parlamento ucraino, come ha svelato un’inchiesta di Democratica.

In conclusione, si legge nel Report, quello che è chiaro è che esempi come quelli scovati in queste settimane sono praticamente, sul Web, infiniti.

Quello che appare evidente, denuncia la ricerca, è che in Italia sono attive centrali di disinformazione con stretti legami con soggetto politici ben definiti, che hanno come obiettivo il condizionamento dell’opinione pubblica o, peggio ancora, lucrano sulla credibilità popolare per minare, senza alcuno scrupolo, addirittura la fiducia nella sanità pubblica.

Quello che conforta, conclude il report, è che in Italia si sia acceso un faro su questo fenomeno, con libri e inchieste autorevoli che sono un contributo prezioso e indipendente per fornire, innanzitutto agli utenti, gli strumenti necessari a difendersi da chi vuole condizionarne idee, opinioni e scelte politiche.

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