Quegli incredibili anni da Caravaggio a Bernini

Focus

La grande Mostra a Roma fino a luglio

Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna mai esposti in Italia. E’ questa la prerogativa della mostra allestita alle Scuderie del Quirinale fino al 30 luglio Da Caravaggio a Bernini Capolavori del Seicento italiano nelle Collezioni Reali di Spagna.

Mostrare in un sol colpo opere che in Italia non sono mai arrivate e che ora si offrono a un confronto diretto.

Il primo è tra la Salomé con la testa del Battista di Caravaggio, a inizio percorso, con il medesimo soggetto dipinto da Fede Galizia, esposto nella stessa stanza. Che significa confronto tra il manierismo e la pittura di genere e la potenza dirompente delle figure di Caravaggio, vive e presenti, su cui ogni parola è già detta.

Si  può avvertire il visitatore che l’opera in questione, che è anche l’unica di Caravaggio presente in mostra, è la versione spagnola della più celebre Salomé esposta alla National Gallery di Londra, ma questa, successiva di poco, è forse ancora più viva, più inquietante, con il boia dal volto bello, delicato, ritratto di profilo, che ha smesso di infierire sulla testa del Battista, non più brutalmente sollevata per i capelli ma adagiata sul piatto d’argento, eppure viva e animata da una sofferenza in atto, sotto gli occhi logori di Erodiade, a cui Salomé volta ancora le spalle guardando lontano, coperta da un manto rosso scarlatto.

Simbolo di un rapporto virtuoso tra Italia e Spagna, la mostra tutta, curata da Gonzalo Redín Michaus, segue il processo che ha favorito la nascita di un gusto nazionale spagnolo, plasmato dalla pittura italiana, che raggiunge il suo apice con Velàzquez, presente con La tunica di San Giuseppe, un dipinto di grandi dimensioni che risale al periodo immediatamente successivo al primo soggiorno del pittore in Italia.

Il viaggio in Italia è prodigo anche per José de Ribera che passò a Napoli gran parte della vita e qui è rappresentato con cinque opere tra cui Giacobbe e il gregge di Labano e San Girolamo in meditazione.

E accanto a queste, molte opere di artisti operativi presso la corte di Spagna come Luca Giordano, opere donate da principi e governatori italiani, opere frutto di collezionismo di ambasciatori e viceré, poi confluite nelle collezioni reali, e raccolte successivamente nel Museo Real (poi Museo del Prado), creato nel 1819 per volere di Ferdinando VII.

Ancora, Lot e le figlie di Guercino e La conversione di Saulo di Guido Reni, donate a Filippo IV dal principe Ludovisi per assicurarsi la protezione spagnola sullo stato di Piombino,  il San Girolamo di Mattia Preti, La Logica di Andrea Vaccaro.

Di particolare importanza è la presenza del Crocifisso del Bernini, una scultura proveniente dal Monastero di San Lorenzo dell’Escorial e raramente accessibile al pubblico.

 

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