Quell’intreccio tra Conte, Alpa e Banca Carige deve essere chiarito

Focus

Le origini del legame tra il mentore del presidente del Consiglio e l’istituto bancario genovese risalgono al lontano 1997

Chiariamo subito che non si tratta di nulla di rilevante a livello penale. Ma a livello di opportunità politica, specie quando si ha a che fare con la ormai celebre doppia morale di Cinque Stelle e Lega, i rapporti tra il premier Giuseppe Conte, il suo mentore Guido Alpa e la vicenda del salvataggio di Banca Carige necessitano di risposte immediate. L’intera questione, infatti, non può essere trattata in maniera completa se non si sottolinea anche un aspetto fondamentale: il legame tra Alpa e la banca, le cui origini risalgono al lontano 1997.

L’avvocato è stato amministratore di Carige dal 1997. Successivamente, è uscito dal board della banca nel 2003 in seguito a una serie di contrasti con i vertici dell’istituto di credito. Rientrato nel 2009 con la carica di presidente delle assicurazioni del gruppo, è uscito nuovamente nel 2012 dopo aver accusato di presunte irregolarità l’allora amministratore delegato della stessa banca. Dal dicembre 2013 al febbraio 2014, inoltre, Alpa è stato membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Carige, azionista di riferimento della banca.

Stando, poi, a quanto riportato dal giornalista de L’Espresso Emiliano Fittipaldi, lo stesso Giuseppe Conte sarebbe stato consigliere di uno dei soci della Banca Carige. Un intreccio che deve far riflettere. E che va a sommarsi all’ultima ipocrisia di due partiti che hanno costruito buona parte della loro narrazione politica e dei conseguenti successi elettorali sulla critica feroce e sul fango gettato sui governi a guida Pd proprio per aver messo in campo risorse volte alla tutela degli istituti bancari e dei risparmi dei cittadini.

Per chi non lo sapesse, i rapporti tra Giuseppe Conte e Guido Alpa vanno molto al di là della semplice conoscenza. Sono umani e professionali. Nello stesso curriculum del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono riportati ben 21 punti di contatto tra la sua carriera e quella dell’avvocato Guido Alpa: 12 esperienze di lavoro e 9 pubblicazioni.

Il Partito Democratico ha chiesto delucidazioni in merito a questa tipologia di rapporti. Scrive su Twitter il parlamentare Luigi Marattin: “Dati i rapporti del premier Conte con Carige (tramite il suo socio Alpa, consigliere Carige, ed essendo egli stesso stato consulente di Mincione, socio Carige) nel Cdm di ieri sera si è astenuto sul decreto salvabanche? È uscito al momento del voto? (come fece Boschi, ndr.) Gradita risposta”.

Si muove anche il fronte parlamentare, come riferisce il senatore dem Dario Parrini: “Io e Simona Malpezzi siamo i primi firmatari di un’interrogazione parlamentare a Giuseppe Conte sottoscritta da 25 senatori del Pd e appena depositata.
Chiediamo al presidente del consiglio di chiarire se ha partecipato al consiglio dei ministri su Carige e se sì come ha votato. Conte ha condiviso a lungo lo studio legale con un ex consigliere di Carige ed è stato consulente di uno degli attuali azionisti dell’istituto. Se ciò malgrado avesse partecipato al consiglio dei ministri si sarebbe posto al centro di un grave conflitto di interessi.  La questione è eticamente e politicamente delicata. Ci attendiamo una risposta immediata”.

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