Tutto quello che c’è da sapere sulle elezioni in Molise

Focus

L’affluenza definitiva al 52,16%

È iniziato in Molise lo spoglio dei voti per il nuovo presidente della regione e i consiglieri.

Spoglio che procede a rilento con circa l’1% dei voti scrutinati. Il candidato del centrodestra Donato Toma è in testa con 1.014 voti pari al 55% circa. Seguono Andrea Greco (M5s) con 600 voti e Carlo Veneziale (centrosinistra) con 206 voti.

Un’elezione che quest’anno coincide con la fase di stallo che sta vivendo la politica nazionale nella formazione di un governo. Così gli occhi di tutti, commentatori e leader politici in primis, sono rivolti al Molise. Sarà un test importante per verificare se e quanto sono cambiati gli equilibri tra i partiti politici a meno di due mesi dal voto del 4 marzo.

L’affluenza è stata del 52,16%. Alle 19 era pari al 38,98%. Alla stessa ora nelle consultazioni regionali del 2013 aveva votato il 56,46% degli aventi diritto; in quella occasione però i seggi rimasero aperti domenica e lunedì. Stavolta invece si vota in solo giorno. Alle 12 si erano recati alle urne 50.247 votanti pari al 15,17% (nel 2013 il 9,71%).

I candidati

Sono quattro i candidati alla presidenza: Carlo Veneziale per il Centrosinistra, Donato Toma per il Centrodestra, Andrea Greco per il M5S e Agostino Di Giacomo, sostenuto di CasaPound. Se si guardano i risultati del 4 marzo non ci dovrebbe essere partita. Il Molise è stata una delle regioni che più ha premiato il M5s che ha conquistato il 44,8%, una percentuale che sulla carta non dovrebbe riservare sorprese. Il centrodestra parte dal 29,8% del 4 marzo, mentre in centrosinistra dal 18,1% che va a sommarsi al 3,7% di Liberi e Uguali.

Gli ultimi sondaggi, lontani nel tempo però, dicono che dovrebbe essere una partita (aperta) a due. Infatti Donato Toma e Andrea Greco venivano entrambi accreditati intorno al 37% con Carlo Veneziale distante circa dieci punti. L’importanza strategica di questo risultato elettorale ha convinto molti leader nazionali a fare tappa in Molise. In questi giorni addirittura la piccola regione viene definita l’Ohio d’Italia. E’ chiaro che si sta giocando una partita forse più importante dell’elezione stessa. Anche se nel caso prevalesse il M5s sarebbe un risultato storico, con il primo governatore pentastellato di sempre.

Le operazioni di voto

Si voterà nella sola giornata di domenica 22 aprile 2018 dalle 7 alle 23. Lo spoglio sarà effettuato subito dopo la chiusura delle urne. Il sistema di voto, approvato lo scorso dicembre dal consiglio regionale, è in qualche modo simile al Rosatellum. I cittadini voteranno su un’unica scheda dove a fianco dei candidati alla presidenza ci saranno le liste a loro sostegno. Il voto può essere espresso nei seguenti modi:

– tracciando un segno sul nome del candidato presidente: in questo caso il voto non va a nessuna delle liste che lo sostengono;
– tracciando un segno su una delle liste: in questo caso il voto si trasferisce al candidato presidente a cui la lista è collegata;
– tracciando un segno sia sul nome del candidato presidente che su una delle liste a lui collegate;

Come per il Rosatellum non c’è la possibilità di voto disgiunto, ma l’elettore esprimere fino a due preferenze. Se le preferenze indicate sono due, una dev’essere per forza di sesso femminile – preferenza di genere – pena l’annullamento della seconda preferenza.

I consiglieri da eleggere sono 20, di cui un minimo di 12 e un massimo di 14 andranno alla coalizione vincitrice. C’è una soglia di sbarramento dell’8% che si applica ai voti presi da un candidato presidente: la coalizione collegata a un candidato presidente che abbia preso meno dell’8% dei voti è esclusa dal riparto dei seggi.

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