Renzi rilancia l’ipotesi-alleanze, la Direzione è con lui

Focus

Renzi: “Chi si tira indietro ora dall’invito all’unità si assume una responsabilità importante”. Ma Bersani è già critico

  • Aprire a un’alleanza politica ampia, ma “senza abiure”, senza cioè rinunciare ai punti fermi, quelli conquistati dal Pd come Jobs act, migrazione, gli 80 euro in busta paga. E anche le questioni ancora aperte come lo Ius soli che non va fatto “non per raggiungere un accordo con Mdp ma perché vogliamo farlo. È una nostra battaglia”, ha detto il segretario dem Matteo Renzi aprendo i lavori della Direzione del Pd al Nazareno. Lavori che si sono conclusi con un voto sul documento finale presentato dalla maggioranza del partito.

È fondamentale, però, ha detto Matteo Renzi, “uno sforzo unitario sia dentro che fuori il partito, ma parlando al Paese” e “stando in mezzo alle persone” e soprattutto senza fare “passi indietro” ma con “una pagina bianca aperta sul futuro”. E chi si tira indietro, ha aggiunto concludendo la Direzione, “si assume una responsabilità importante”.

Ma, ha aggiunto il segretario dem, per le alleanze “vogliamo aprire un dibattito serio su quello che vogliamo fare insieme” perché l’obiettivo non è “un mero apparentamento tecnico”. Guardando ai Verdi, ai Radicali, all’Idv, a Campo progressista, ma anche a Sinistra Italiana, Possibile, Mdp e all’area politica moderata e centrista che non vuole finire in un’alleanza guidata da Berlusconi. “Da parte nostra – ha aggiunto Renzi riferendosi ai fuoriusciti del Pd – c’è il senso della responsabilità. Non metteremo veti né a Si, né a Mdp, né a Possibile. Non daremo sponde a chi vuole rompere”. Senza dimenticare, dice Renzi, “l’area che a sinistra in primis fa riferimento all’esperienza di Campo Progressista, al quale mondo noi lanciamo parole di dialogo”.

E i primi confronti per possibili future alleanze ci sono stati in mattinata con l’arrivo alla sede del Pd dei Radicali Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi. “Abbiamo presentato a Renzi l’impegno a promuovere una lista europeista a cui stiamo lavorando con determinazione ed entusiasmo. È stato un incontro serio, il primo, l’apertura e non la chiusura di un percorso. Abbiamo chiesto di fare l’impossibile per due provvedimenti, lo ius soli e il testamento biologico”, ha detto il segretario dei Radicali italiani Riccardo Magi al termine dell’incontro con Renzi. “Oggi – ha detto Della Vedova – si è avviato un confronto serio e mi auguro utile. Continuiamo con la nostra iniziativa. Ci sono punti di contiguità e condivisione con il Pd”.

Un “embrione di coalizione” che va ascoltato ma anche allargato perché il tempo che resta è poco. Per questo, ha aggiunto Renzi, “tutti devono dare una mano a questo disegno e la nostra gente sappia che stiamo facendo sul serio”.

Un dialogo che è aperto a tutti e che si contrappone “alla politica dell’insulto”. “Gli insulti che ha ricevuto questa comunità – ha detto il segretario dem – sono profondamente ingiusti. Ma penso sarebbe une errore fermarsi alla politica dell’insulto, penso si debba guardare avanti e ragionare su una prospettiva alta e seria”.

“Se volevo fare come Macron – ha aggiunto Renzi – lo avrei già fatto. Se avessi voluto far emergere il tratto personale l’avrei fatto, ad esempio alle Europee, e io non l’ho fatto perché sono convinto che solo una comunità che mette al centro il Noi possa affrontare i rischi dell’antipolitica. Toglietevi dalla testa l’idea che io sarò il Macron italiano”, ha il segretario dem.

E per le coalizioni “non abbiamo tempo da perdere” perché il tempo che resta non è moltissimo. “Una parte ha già espresso la volontà di stare con noi”, ha aggiunto.

Ma è arrivata subito una prima reazione negativa di Pier Luigi Bersani: “Seguiamo la discussione. Basta che si sappia che le chiacchiere stanno a zero, adesso ci vogliono dei fatti”.

L’intervento di Renzi in Direzione sembra riscuotere un consenso molto vasto,  soprattutto per la sua apertura al dialogo con il centrosinistra per alleanze forti e su temi concreti.

Michele Emiliano annuncia che la sua componente voterà il documento proposto in Direzione: “Segretario, mi hai convinto”, ha detto il governatore della Puglia. “Non aveva senso rompere – spiegano i suoi – perché Renzi ha aperto su molti dei nostri punti ed è appena iniziata la trattativa per la costruzione della coalizione”.

Anche secondo il vicesegretario Maurizio Martina, “l’apertura e la massima unità sono fondamentali, senza centrosinistra non si costruisce alternativa. “Dalla Direzione di oggi – ha aggiunto Martina – usciamo più forti, l’ambizione di costruire qualcosa più grande di noi c’è. E si vede anche dallo sforzo plurale e unitario. Tocca a noi caricarci sulle spalle questo lavoro di cucitura. Questo è un avanzamento di consapevolezza, responsabilità e strategia che può diventare da domani progetto politico”.

A Piero Fassino è stato dato l’incarico di “aiutare” il segretario a tessere la tela delle alleanze. Intervenendo, Fassino ha espresso l’auspicio che si possa giungere ad una intesa con le altre forze che stanno alla sinistra del Pd.

Anche Gianni Cuperlo ha apprezzato le aperture di Renzi invitandolo ad “andare fino in fondo” anche se ciò dovesse comportare qualche prezzo. Se la trattativa dovesse però fallire – ha detto – “per me sarebbe difficile non seguire quelli che sono stati i compagni con cui ho lavorato per una vita”.

Apprezzamento è stato espresso anche dal gruppo degli orlandiani che si è astenuto durante il voto del documento unitario, spiegando però di aver “apprezzato lo sforzo fatto da Renzi nella relazione e nelle conclusioni” e i “passi in avanti sulla linea” a partire dalla “coalizione del centrosinistra: verificheremo nei prossimi giorni come verrà data attuazione a questa linea”. “In questo momento noi siamo in un vicolo cieco – ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando – perché abbiamo approvato una legge che prevede le coalizioni e al momento le coalizioni non ce le abbiamo”.

“Ritengo che la coalizione possa essere molto più ampia di quanto non sia stato già detto”, ha spiegato Renzi nell’intervento conclusivo, rispondendo a Orlando. E delle adesioni ci sono già, ha aggiunto il segretario dem: esiste già un “embrione di coalizione che va allargato ma non sottovalutato quindi non bisogna perdere tempo. Tutti devono dare una mano a questo disegno. Chiunque voglia dare una mano può farlo partendo da questo presupposto: il Pd starà anche male – ha detto ancora Renzi – ma rappresenta l’eccezione in Europa e questo deve costituire l’elemento di responsabilizzazione di fronte al quale nessuno può tirarsi indietro. Chi si tira indietro ora sull’invito unitario si assume una responsabilità importante”.

In ogni caso, per Orlando la richiesta di cambiare segretario Pd è “irricevibile e inaccettabile”: “Ritengo inaccettabile e irricevibile il ragionamento che viene fatto da Mdp sul tema ‘se cambiate il segretario poi discutiamo’. Non solo perché lo ritengo sbagliato, ma perché significa non capire che cos’è il partito che anche loro hanno contribuito a fondare”.

Il documento finale

“La direzione nazionale – si legge nel documento redatto da Lorenzo Guerini e Maurizio Martina – del Partito Democratico riunitasi oggi lunedì 13 novembre: – udita la relazione del segretario, la approva – conferma la volontà di sviluppare un confronto aperto sui contenuti della proposta programmatica per la nuova legislatura, a partire dai temi prioritari del lavoro, dell’occupazione e della lotta alla precarietà, della scuola e della formazione, della protezione sociale e dell’equità, dell’estensione dei diritti civili e di cittadinanza, della riduzione ulteriore della pressione fiscale per imprese e famiglie, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e del rilancio del progetto europeo; – assume l’impegno unitario di tutto il Partito, aggiornandosi sugli esiti del percorso, a verificare la disponibilità di forze di centro e di sinistra, europeiste, civiche, moderate e ambientaliste per la costruzione di un’alleanza elettorale su base programmatica, alternativa a destra e cinque stelle, per le prossime elezioni politiche. – si impegna a sviluppare un lavoro teso a migliorare ulteriormente la legge di bilancio in discussione in Parlamento con particolare attenzione a rafforzare le misure per una crescita inclusiva e sostenibile”.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli