Giachetti: “Solo Fico e Casellati possono salvare Radio Radicale”

Focus

Il deputato dem sospende lo sciopero della sete: “Non sono un suicida”. L’appello ai presidenti di Camera e Senato: “Dichiarino ammissibile l’emendamento”

“Stanotte non sono stato bene. I dottori hanno parlato di un rischio di blocco renale, e siccome sono un non violento ma non un sucida, ho deciso di sospendere lo sciopero della sete e di continuare con quello della fame”.

Così Roberto Giachetti, raggiunto al telefono da Democratica, spiega la decisione di riprendere a idratarsi dopo cinque giorni di sciopero, iniziato come forma di protesta non violenta contro il rischio chiusura per Radio Radicale.

Un rischio che si fa di ora in ora più concreto, dopo la bocciatura ieri notte nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera dell’emendamento al decreto crescita che prorogava la convezione per altri sei mesi. Uno stop arrivato nonostante il placet di tutte le forze politiche e a causa del voto contrario del solo M5S, che dunque continua nella sua inspiegabile crociata contro la storica emittente.

“Dobbiamo trovare una soluzione ragionevole che tuteli i posti di lavoro senza un intervento diretto dallo Stato”, ha ribadito stamattina il vicepremier Luigi Di Maio. Affermazioni che Giachetti rispedisce al mittente senza mezzi termini: “Sono stufo di chi fa finta di voler aiutare solo come alibi per non metterci la faccia. Radio Radicale svolge un servizio pubblico per dichiarazione dell’AgCom, e questo giustifica un intervento da parte dello Stato. Inoltre la radio non ha avuto alcuna elargizione, ma ha vinto una gara alla quale nessun altro si era presentato per la semplice ragione che con quei soldi non si fa profitto”.

Un servizio, quello offerto da Radio Radicale, che in assenza di una proroga e di altri candidati, semplicemente, cesserebbe di esistere.

Vogliono fare un’altra gara? Benissimo, rifacciamola, sono sicuro che Radio Radicale vincerebbe ancora – provoca Giachetti –. Ma il presupposto è che devono rinnovare per sei mesi la convenzione, perché la radio sta chiudendo e poi alla gara chi partecipa? È la prova che stanno solo prendendoci in giro”.

Il direttore dell’emittente, Alessio Falconio, ha detto che senza la convenzione la radio non avrà più fondi per pagare ai lavoratori gli stipendi di giugno e per sostenere i costi di produzione: “allo stato attuale non potremo andare oltre un periodo di poche settimane”.

Per questo ogni azione si fa più che urgente. “Noi non ci fermiamo, anche in queste ore continuano a moltiplicarsi i partecipanti allo sciopero della fame a staffetta”, tiene a far sapere Giachetti, passando a elencare le ultime possibili soluzioni che potrebbero in extremis cambiare il destino dell’emittente.

“Adesso ci cono due possibilità – spiega –, e si chiamano Fico e Casellati. Al Senato l’emendamento per la proroga potrebbe essere inserito nell’art. 28 dello sblocca cantieri, che parla di telecomunicazioni. Se è vero che finora l’emendamento non è passato perché votato come inammissibile dai cinque stelle, è vero anche che sull’ammissibilità il dominus sono i presidenti di Camera e Senato. Loro potrebbero assumersi la responsabilità di dichiarare ammissibile l’emendamento, preso atto del fatto che tutte le forze politiche sono favorevoli, tranne M5S. Poi in Aula si vedrà come andrà il voto, ma l’appello è a Fico e Casellati affinché si facciano carico dell’ammissibilità dell’emendamento”.

Insomma una battaglia che può ancora essere combattuta, anche se i margini si fanno ogni giorno più stretti. Una resa dei conti che entra nel campo dell’imperscrutabile se ci si pone la domanda su quale sia il movente che spinge il Movimento cinque stelle a una vera e propria crociata contro un’emittente storica.

Giachetti non ha dubbi: “Non c’è neanche un disegno, si tratta di ottusità ideologica. Il fatto è che non concepiscono la libertà sotto qualsiasi forma, e Radio Radicale è un’emittente libera”.

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