24 ore per vivere o morire, Radio Radicale con il fiato sospeso

Focus

Roberto Giachetti ricoverato, ma non sospende lo sciopero della sete: continuerò a fare tutto quello che è possibile per la salvezza di Radio Radicale

Continua la corsa contro il tempo per salvare Radio Radicale. Nelle prossime 24 ore si saprà se la storica radio, voce libera che in tanti anni di attività ha svolto un servizio per molti cittadini, sopravvivrà. A parole i leader dei partiti di governo continuano ad affermare la volontà di salvare Radio Radicale, ma nei fatti la stanno facendo chiudere.

Domani scadrà la convenzione, e se non verrà rinnovata sarà inevitabilmente chiusa. In molti si sono schierati dalla parte di radio Radicale, in prima linea il Partito democratico che oltre a soluzioni per salvarla sta adottando una forma di protesta civile e non violenta. Ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia in questi giorni si stanno dando da fare per salvare la radio.

Da quasi quattro giorni il deputato dem, che nelle scorse primarie si è candidato alla segreteria del partito, Roberto Giachetti sta conducendo uno sciopero della sete e della fame. Sciopero che sta debilitando il suo fisico. Nella giornata di oggi Giachetti è stato ricoverato, i medici gli hanno chiesto d’interrompere, ma lui continua ad andare avanti e annuncia su Facebook: “Ho iniziato questo sciopero della sete proprio per aiutare tutti coloro che hanno in questo momento il potere di decidere, di farlo con saggezza e lungimiranza. Quindi andrò avanti e continuerò a fare tutto quello che è possibile in queste ore per garantire che entro domani gli emendamenti per salvare Radio Radicale siano all’ordine del giorno del dibattito politico”.

Ma non è solo, da giorni è partita una staffetta con molti che hanno deciso di digiunare per la salvezza della radio. C’è consigliere regionale Pd in Sardegna Roberto Deriu che da due giorni non mangia e non beve. Ci sono tanti tra parlamentari dem, dirigenti e militanti che per una giornata hanno deciso di non mangiare. Oggi tra gli altri digiuneranno ad esempio Stefania Pezzopane, Mattia Mor, Lia Quartapelle e Chiara Gribaudo. Domani più di 30 persone raccoglieranno il testimone tra cui Andrea Romano, Gennaro Migliore, Silvia Fregolent e Ivan Scalfarotto.

Lo sciopero continuerà finché il governo non farà quello che sia Salvini che Di Maio, ossia prolungare di sei mesi la convenzione e poi indire una gara. E’ quello che chiedono i dirigenti di Radio Radicale, è quello che chiede buona parte dell’opinione pubblica. Il servizio pubblico offerto dalla storica emittente non va perso, i cittadini, ma anche la classe politica ne uscirebbe impoverita.

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