La vendetta della Raggi per la mancata modifica del bilancio Ama

Focus

Negli audio la sindaca sindaca ha intimato: “Se devi cambiare il bilancio lo fai. Punto”. Pd: “Così non si può andare avanti”

Un altro caso spinoso nella quotidiana guerra tra M5s e Lega. Dopo il caso del leghista Siri, nel pomeriggio l’Espresso porta alla luce un nuovo caso che riguarda la sindaca di Roma Virginia Raggi.

I fatti

Stando alla ricostruzione dei giornalisti de l’Espresso e agli audio di cui sono in possesso, Virginia Raggi avrebbe fatto pressioni su l’ex presidente e ad dell’Ama Lorenzo Bagnacani per modificare il bilancio. L’ex presidente e ad dell’Ama, che è stato licenziato in tronco dalla Raggi a febbraio, in questi giorni ha spedito ai pm un nuovo esposto, dove accusa la sindaca di esercitato “pressioni” indebite su di lui e sull’intero cda dell’azienda, “finalizzate a determinare la chiusura del bilancio dell’Ama in passivo, mediante lo storno dei crediti per i servizi cimiteriali”.

Bagnacani – licenziato in seguito alla mancata modifica del bilancio – ha allegato, insieme all’esposto, alcune registrazioni contenenti colloqui tra lui, Virginia Raggi e altri dirigenti comunali, oltre a centinaia di conversazioni a due fatte con la sindaca su Telegram e WhatsApp.

Negli audio pubblicati si ascolta una sindaca autoritaria che chiede a Bagnacani di modificare il bilancio Ama togliendo dall’attivo dell’azienda (il bilancio era in utile per oltre mezzo milione di euro, un dato di poco inferiore rispetto a quello dell’anno precedente) “crediti che invece erano certi, liquidi ed esigibili”, con l’unico obiettivo – sostiene Bagnacani – di portare i conti di Ama in rosso. Un’accusa grave e molto simile a quella che l’ex direttrice del dipartimento Rosalba Matassa ha lanciato contro Giampaoletti, attuale braccio destro della sindaca ora indagato per tentata concussione.

Il contenuto degli audio

Negli audio Virginia Raggi incalza Bagnacani: “Lorenzo, devi modificare il bilancio come chiede il socio… se il socio ti chiede di fare una modifica la devi fare!”. E poi: “Se tu lo devi cambiare comunque, lo devi cambiare. Punto. Anche se loro dicono che la luna è piatta”. La Raggi ha cercato in tutti i modi a far cambiare idea al suo amministratore delegato, arrivando a promettergli un prestito in favore di Ama da ben 205 milioni di euro (“così ti levi dalle palle le banche”). E che, spazientita, dice che Roma “è praticamente fuori controllo”, che “i sindacati fanno quel cazzo che vogliono”. Audio che non lasciano margini ad interpretazioni e che spiegano il perché l’ex presidente e ad di Ama sia stato licenziato in tronco.

Per il momento non ci sono risvolti giudiziari alla vicenda, ma tutto è in divenire e ben presto ci potrebbero essere sviluppi nella vicenda.

La reazione della Lega

Immediata la reazione della Lega, che oggi aveva incassato la richiesta di dimissioni di Siri da parte del M5s, e nel pomeriggio si è subito rifatta. Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, capogruppo leghisti rispettivamente al Senato e alla Camera hanno subito tuonato: “Abbiamo appreso con sconcerto le ultime cronache relative all’amministrazione comunale di Roma e alla gestione di Ama. Notizie inquietanti che non possono lasciarci indifferenti: se quanto riportato dalle intercettazioni corrispondesse a verità, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita. Per rispetto delle regole interne del Movimento cui appartiene, sarebbe opportuno per il sindaco Raggi farsi da parte e presentare subito le dimissioni”.

Pd: “Così non si può andare avanti”

Dura la reazione del Pd: secondo il segretario regionale Bruno Astorre, “Roma è allo sbando, così non si può andare avanti. Emergono rivelazioni devastanti su presunte pressioni della sindaca sulla vicenda Ama. Siamo preoccupati, così non si può andare avanti”.

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