Il meraviglioso mondo di Virginia Raggi, la sindaca che non sa mai nulla

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Su Lanzalone e la nomina a presidente di Acea lei e Di Maio hanno versioni diverse

Anche Virginia Raggi è stata ascoltata in Procura sulla vicenda dello stadio della Roma, un appuntamento fissato già da qualche giorno. La sindaca è stata ascoltata in qualità di teste perché secondo i pm potrebbe offrire elementi importanti sulla vicenda legata a Luca Lanzalone.

Una vicenda che secondo Raggi la “vede parte lesa. Ricordo e preciso – ha detto la sindaca – che la Procura ha già detto che non c’entro niente, quindi per favore non iniziamo con il solito fango” ha commentato lasciando il Campidoglio tradendo un certo nervosismo nei confronti di chi le chiede dettagli sull’inchiesta legata allo stadio. Reazioni a tratti anche eccessive come quando ieri aveva minacciato: “Partono le querele”.

La sindaca non è coinvolta in alcun guaio giudiziario per quanto riguarda le indagini sul sistema di corruzione che si è creato attorno al progetto dello stadio che dovrebbe sorgere a Tor di Valle, ma di certo la sua situazione a livello politico è in bilico. La prima cittadina della Capitale dovrà chiarire sulla figura di Lanzalone, l’uomo del Movimento Cinque Stelle che dalla Livorno di Nogarin, dove era stato mandato per risolvere l’emergenza rifiuti, è stato poi spedito a Roma nel 2017 dopo l’arresto di Marra.

Un personaggio di fiducia del M5S arrivato nella Capitale tramite quelli che ora sono due ministri del governo gialloverde, Fraccaro e Bonafede, all’epoca responsabili degli enti locali. Ma perché, dopo le trattative sullo stadio, Lanzalone viene messo a capo di Acea? Su questo punto le versioni di Raggi e Di Maio sono diverse. Secondo la sindaca Lanzalone è stato nominato presidente della società a capitale pubblico per il suo curriculum. Il vicepremier, invece, lo descrive come colui che “nella questione stadio ci ha aiutato a ridurre le cubature presenti nel progetto originario, noi volevamo meno cemento. Abbiamo eliminato le torri. Per questo è stato premiato e gli è stata data la presidenza di Acea”.

Una frase che ha provocato la reazione dura del Pd capitolino che già a febbraio 2017 aveva presentato in aula un’interrogazione per sapere perché “si sedeva ai tavoli sullo stadio senza titolo e senza contratto”. E anche il Pd Lazio attacca: “L’Acea è una società per azioni a capitale pubblico (51% del Comune Di Roma) quotata in borsa – ha detto il vicesegretario del Pd Lazio Enzo Foschi – Che Di Maio dica che sia stata data ‘in premio’ a Lanzalone per i suoi servizi, sui quali sta indagando la magistratura, per lo Stadio della Roma la dice lunga sull’idea proprietaria che hanno i Cinque Stelle delle cose di tutti”. Altro che curriculum, quindi, la presidenza di Acea era il premio a un fedelissimo del Movimento.

Raggi effettivamente non sapeva nulla? Se così fosse sarebbe la dimostrazione, l’ennesima, della fragilità politica di una sindaca che riceve indicazioni, persone di “fiducia” e imposizioni dall’alto senza discutere. Questo spiegherebbe anche la sua continua deresponsabilizzazione su qualsiasi questione, come se le cose che capitano a Roma non dipendano mai da lei. “Io non rispondo per gli altri – ha detto anche ieri a Porta a Porta parlando di Lanzalone – io rispondo per me”.

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