Cara De Santis, ricorda Talleyrand? “Soprattutto, non troppo zelo”

Focus

La direttrice di RaiUno pretende di epurare Claudio Baglioni dall’immaginario degli italiani

Verrebbe quasi da esprimere solidarietà a Teresa De Santis. Perché una direttrice di rete che decide di esordire prendendo a cannonate Claudio Baglioni mostra di non avere piena consapevolezza della fragilità di ogni poltrona RAI su cui può capitare di sedersi. Per carità, c’è da capire la sua ansia di rispondere colpo su colpo alla frenesia di Freccero.

Il commissario politico dei Cinque Stelle per Rai Due punisce Luca e Paolo, colpevoli di avere maltrattato Toninelli (più di quanto il ministro non si maltratti da solo)? La persona di fiducia della Lega per Rai 1 se la prende allora con Claudio Baglioni, colpevole di averci ricordato che sull’immigrazione il governo Salvini-Di Maio non sta facendo fare una grandissima figura all’Italia (senza peraltro risparmiare critiche anche ai governi precedenti). Comprendiamo l’ansia della De Santis, così come il senso di onnipotenza che può venirle dall’essere stata piazzata su quella poltrona da Salvini in persona con la missione di tradurre il cattivismo leghista nel linguaggio della rete ammiraglia della tv pubblica.

Comprendiamo tutto, cara De Santis, e tuttavia: come si fa a pretendere di epurare Claudio Baglioni dall’immaginario degli italiani? Come si fa a scegliere come avversario colui che sui buoni sentimenti ha costruito una poetica canora che ha resistito agli anni, al cambiamento delle mode, al succedersi delle generazioni? Davvero la De Santis crede che le tetre buffonate di un Salvini qualunque possano intaccare la forza puberale di una maglietta fina o le centinaia di migliaia di falò accesi sulle spiagge d’Italia per celebrare i nostri piccoli grandi amori? Un po’ di senso delle proporzioni, Dottoressa De Santis: perché quando Lei sarà fatta scendere da quella poltrona (e con la sua esperienza in Rai dovrebbe saper bene a quale velocità si salga e si scenda da quelle poltrone) negli archivi rimarrà tutto il velleitarismo di questa sua ridicola fatwa.

Per il futuro Le potrebbe tornar utile ricordare le sagge parole che il Principe di Talleyrand, maestro di potere e solido testimone della sua mutevolezza, rivolse ai servili funzionari ai quali chiedeva obbedienza ma equilibrio: “Soprattutto, non troppo zelo”.

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