Noi non arretriamo, Foa non può rappresentare la televisione pubblica

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La maggioranza calpesta le istituzioni. A Fico e a Casellati chiediamo di impedire questo schiaffo alle istituzioni e al pluralismo

Riproporre la candidatura di Foa per la presidenza della Rai, nome già bocciato dalla commissione di vigilanza prima dell’estate, è un attentato alla democrazia, uno sfregio alle istituzioni, uno schiaffo al parlamento, un’operazione illegittima.

Il tentato blitz di Salvini di oggi in commissione Rai, con la complicità di Di Maio, è l’ultimo atto di un’alleanza che si fonda non sul cambiamento ma su una disperazione famelica nell’occupazione delle poltrone, che va oltre le regole. Altro che buonsenso, altro che dignità. Il metodo Salvini coincide perfettamente con il metodo Casaleggio: intaccare i fondamenti della nostra Repubblica, il parlamento, la magistratura, gli organi di controllo e per ultima la Rai. Distruggere il parlamento, condizionare i magistrati, controllare la Rai è il vero contratto di governo dei gemelli diversi.

Noi non consentiremo che la più grande industria culturale italiana abbia il volto di un soldato della Lega che piace ai Cinque stelle. Per questa ragione noi non arretriamo di un centimetro. 

Foa non può essere il presidente della Rai, lo ripetiamo, non perché ci è antipatico, ma perché un no vax, un no euro e ultrà di Putin, l’ospite fisso di siti web e blog che spacciano “fake news” in Italia e in Europa, non può rappresentare la televisione pubblica italiana. Non garantisce il principio fondante delle democrazia moderne: la libertà di informazione. E poi, e questo non è un dettaglio di poco conto, è già stato bocciato in commissione e una sua riproposizione comporterebbe atti nulli con risvolti legali non irrilevanti.

Noi non cambiamo idea e ci auguriamo che non la cambino chi ha votato no la prima volta utilizzando la presidenza Rai come mercimonio per altre poltrone. Ci vuole dignità. Ma soprattutto, bisogna voler bene all’Italia, alla nostra democrazia, alle grandi conquiste civili e sociali. La libertà di informazione e il pluralismo sono il sale della democrazia. La demagogia, l’arroganza del potere e lo stravolgimento delle regole democratiche sono la tomba.
Noi staremo sempre dalla parte delle regole e chiediamo un nuovo nome, che sia legittimato dal voto della maggioranza qualificata della commissione di vigilanza Rai.

Non chiediamo la luna, chiediamo che venga garantito il rispetto delle istituzioni. Lo chiediamo innanzitutto ai presidenti di Senato e Camera. A Fico e a Casellati, per la funzione che la Costituzione affida loro, e per l’autorevolezza che esprimono, chiediamo di impedire questo schiaffo alle istituzioni e al pluralismo.

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