“Non solo Grillo, in Rai è emergenza informazione”. Parla Michele Anzaldi

Focus

Intervista al deputato Pd membro della commissione di Vigilanza: “lL’AgCom intervenga. I 30mila euro a Grillo? Un vero e proprio compenso”

Rai2 cioè RaiCinquestelle. Onorevole Anzaldi, lei che è membro della Vigilanza che ne pensa delle polemiche nate intorno alla trasmissione del programma “C’è Grillo” su Rai2?
Siamo di fronte ad una triste storia di servilismo del servizio pubblico nei confronti della politica, come non se ne vedevano dai tempi di Raiset. Nessuno mette in discussione la storia artistica di Grillo, ma non si può fare finta che ora non sia il leader politico di un partito, non si può trascurare che siamo alla vigilia di una campagna elettorale. Freccero, per acquistare crediti con la sua parte politica, getta alle ortiche 40 anni di carriera televisiva e si mette a fare il cavalier servente di Grillo e Salvini con i soldi degli italiani. Ma sarebbe intanto utile fare chiarezza su questo compenso di circa 30mila euro che va al comico.

Chiarezza in merito a cosa?
I diritti d’autore della Siae non c’entrano nulla, quelli verranno pagati eventualmente in un secondo momento dopo il rapporto artistico sul programma. I 30mila euro o più sono un compenso che viene assegnato direttamente alla società che cura l’immagine di Grillo per sfruttare gli spezzoni dei suoi spettacoli, quelli di cui la Rai non ha già i diritti. E’ un compenso vero e proprio, qualcuno potrebbe addirittura leggerlo come finanziamento illecito ai partiti, visto che Grillo ricopre la carica ufficiale di garante del Movimento 5 stelle. Di certo è una pagina nera del servizio pubblico. Ma non è questo il problema principale.

Di quali problemi parla?
La serata di Grillo è un episodio estemporaneo, nel frattempo però ogni giorno tutta l’informazione Rai infrange ogni regola di pluralismo e par condicio per fare propaganda a Salvini e Di Maio. Tg1, Tg2 e Tg3 stanno facendo vedere pagine vergognose di occupazione, dai 5 ministri M5s in una sola edizione del Tg1 al Tg2 trasformato in TeleSalvini, dalla censura di notizie scomode per il Governo come il lavoro nero di Di Maio o i debiti di Di Battista al raddoppio dello spazio per M5s e Lega rispetto all’opposizione. C’è un’emergenza vera e propria dell’informazione Rai, che nasce col vulnus dell’elezione di Foa perché per la prima volta nella storia degli ultimi anni non c’è un presidente di garanzia.

Il Pd cosa può o deve fare, di fronte a questa situazione?
Mi auguro che venga presa piena coscienza a tutti i livelli di quello che sta accadendo. La battaglia, oltre che politica, deve diventare anche giuridica e giudiziaria. Serve un intervento sanzionatorio dell’Agcom quanto prima.

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