Raid notturno a Pavia: marchiate le case di decine di antifascisti

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Un adesivo con la scritta “Qui ci abita un antifascista” sul citofono o sulla porta di diversi attivisti più o meno conosciuti

Ancora uno sfogo di fascismo con tanto di intimidazione. Stavolta è accaduto a Pavia, in un raid notturno in cui sono state “marchiate” le case di decine di antifascisti con un adesivo sul citofono o direttamente sulla porta dell’abitazione con la scritta “Qui ci abita un Antifascista”. Tra i coinvolti alcuni attivisti dell’Anpi locale e delle Rete Antifascista e l’assessore alla cultura Giacomo Galazzo, esponente di LeU.

Secondo una prima ipotesi la realizzazione degli adesivi e i caratteri utilizzati per la scritta, con il simbolo della stessa rete Antifascista barrato come se si trattasse di un divieto, portano a ritenere che si tratti di un azione organizzata da estremisti di destra.

Immediata la replica di alcuni dei colpiti sul social network. “Ecco cosa succede quando si lasciano i neofascisti liberi di aprire sedi, fare manifestazioni e presentarsi alle elezioni, lasciando impunite le loro aggressioni squadriste – scrive Alessandro Caiani -. Sciogliere subito CasaPound e Forza Nuova. A chi negherà l’esistenza del problema come successo di fronte a episodi ben più gravi e a chi penserà “se l’è cercata sicuramente”. No genietti, non me la sono cercata: sono i fascisti che vengono a cercarti prima o poi se li si lascia fare. Il fascismo è questo.

Altra reazione raccontata dal quotidiano la provincia Pavese è quella di Gabriele Duci, uno degli amministratori della pagina Facebook Sei di Pavia. “Questa mattina mi son svegliato e ho trovato questa gradita sorpresa accanto al citofono – scrive -. Negli anni ’30 fascisti e nazisti marchiavano i negozi degli ebrei. Negli anni 2000 i neofascisti marchiano le case dei cittadini che si sono espressi pubblicamente contro il fascismo. Evidentemente le cattive abitudini non passano. Anche perché, sono gli stessi di allora, solo se la prendono con soggetti diversi. Questo adesivo me lo sono meritato perché mi sono espresso pubblicamente, anche su questo gruppo, contro il fascismo. E continuerò a farlo più forte di prima, perché è il dovere di ogni cittadino democratico”.

Il commento di Lorenzo Guerini

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