2019, la luna di miele gialloverde sta per terminare

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Oggi sui giornali. Delrio: “L’Italia non è fatta solo da chi urla, ma anche da chi si mette al servizio degli altri”. Fiano e Gualtieri: Manovra 2019 colpirà fasce deboli

L’Italia non è fatta solo da chi urla, insulta, vive nella cultura del nemico, ma anche da chi fa il suo dovere, paga le tasse, si mette al servizio degli altri, crede nelle istituzioni pubbliche. Ecco io penso che la grande eco ricevuta dal bellissimo discorso del presidente Mattarella testimoni proprio questo”.
Inizia così l’intervista a Graziano Delrio che oggi troviamo su Repubblica, incentrata sull’analisi del discorso di fine anno del capo dello Stato.
Il capogruppo dei deputati Pd, non vuole “tirare per la giacchetta il presidente” e quando Giovanna Vitale gli chiede se Mattarella doveva o poteva essere più duro quano ha fatto capire di non aver gradito l’esautorazione del Parlamento, con la legge di Bilancio approvata senza che i parlamentari potessero spostare una virgola, Delrio risponde: “Io credo che lui sia rimasto nel solco delle sue prerogative. Semmai dovevano essere molto più duri i presidenti di Camera e Senato: sono loro che dovevano mettere il Parlamento nelle condizioni di esprimersi. Nessuno ha votato il premier Conte, il 4 marzo abbiamo votato dei parlamentari per rappresentare tutti gli italiani: eletti che non hanno potuto svolgere la loro funzione di controllo”.

Sempre su Repubblica, troviamo l’intervista a Roberto Gualtieri, presidente della commissione Affari economici del Parlamento europeo.
Per arroganza e incompetenza – spiega l’eurodeputato Pd – il governo ha fatto un colossale pasticcio costato caro all’Italia sui mercati. Prima hanno festeggiato al balcone, poi quando hanno capito che rischiavano procedura Ue e crisi finanziaria, hanno fatto marcia indietro riconoscendo di avere presentato stime irrealistiche e dimezzando la manovra con tagli da 10,2 miliardi. Tra l’altro, con scelte pessime che pur di far partire reddito di cittadinanza e quota 100 prima delle europee hanno colpito investimenti, pensioni e assunzioni. Per non parlare dei 2 miliardi di tagli aggiuntivi pudicamente definiti “accantonamenti”. Scelte che non possono essere imputate alla Commissione Ue, che pur avendo concesso 15 miliardi di flessibilità dopo una discussione interna ha deciso di dare indicazioni solo sui saldi e non sulle specifiche misure”.

E sulla manovra 2019 anche il deputato dem Emanuele Fiano, “diventato uno dei volti più noti dell’opposizione complice anche la stazza imponente durante le animate sedute parlamentari di approvazione della manovra di bilancio“, dice la sua. Intervistato da Giulia Merlo sul Dubbio, rimarca come la legge di bilancio contenga “soprattutto il blocco della rivalutazione delle pensioni, lo stop alle assunzioni nella Pa, l’aumento di alcune forme di tassazione, il taglio agli investimenti nel settore ferroviario: tutte misure che danneggiano le fasce più deboli. Quanto alle misure bandiera che lei cita, il loro impatto si è molto ristretto. Staremo a vedere chi davvero potrà ottenere il reddito di cittadinanza e quale sarà il suo ammontare. Lo stesso vale per Quota 100, la cui platea è stata molto ridotta“.
E quando la giornalista gli chiede perché il governo continui ad avere un buon sostegno nell’opinione pubblica, Fiano osserva che “Esiste una luna di miele per tutti i governi. Il momento dei risultati conseguenti alle azioni promosse, però, è quello della verità“.

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