Perché Real-Juve può cambiare il calcio europeo

Focus

Il rigore concesso al Real Madrid all’ultimo minuto della sfida di Champions ha scatenato le proteste juventine. Un sistema per evitare tutto questo: la Var

La partita di ieri sera tra Real Madrid e Juventus potrebbe cambiare per sempre – a nostro avviso in meglio – il calcio europeo. L’episodio che ha deciso la partita e provocato la dura reazione del club torinese è un esempio lampante di come la tecnologia può aiutare gli arbitri e soprattutto rasserenare gli animi.

Il rigore concesso al Real Madrid

Per i pochi che non conoscessero quello che ha accaduto: ultimo minuto, palla lunga verso Cristiano Ronaldo che con un grandissimo gesto atletico la gira al centro verso Lucas Vázquez che subisce il recupero di Medhi Benatia e per l’arbitro e rigore. L’episodio è dubbio e qualsiasi decisione presa dall’arbitro britannico Michael Oliver avrebbe generato polemiche e proteste. La Juventus esce dal campo a testa alta e con la convinzione di essere penalizzata. La richiesta è chiara: si introduca la Var anche in Europa.

Agnelli: “Uefa introduca la Var”

Subito a caldo il presidente bianconero Andrea Agnelli si è presentato ai microfoni degli inviati al Bernabeu chiedendo al Uefa l’introduzione della Var: “Bisogna rimanere tranquilli e analizzare la situazione. Ci sono alcuni Paesi che hanno implementato la Var, il processo di accelerazione va portato avanti in Europa, perché qui si decide chi va avanti e chi no, noi avremmo meritato almeno i supplementari. Guardo alle ingiustizie subite da Lazio, Roma e Milan, non solo alle nostre, come quella sul rigore non dato a Cuadrado all’andata. La tecnologia può evitare errori in qualsiasi stadio”.

Cos’è la Var

La Var è una tecnologia che viene utilizzata in alcune manifestazioni calcistiche, tra i quali il campionato italiano. E’ una sorta di moviola in campo che aiuta gli arbitri a non commettere alcuni errori. Viene utilizzata per i fuorigioco e per i falli in area di rigore. In pratica, davanti ad un monitor c’è un arbitro che analizza le immagini e in caso di errore o di episodio dubbio lo segnala all’arbitro che rivede l’azione e a quel punto cambia o conferma la sua decisione. Diverso procedimento viene applicato per i fuorigioco, in quanto quelle particolari azioni non sono soggette alla soggettività di un giudizio, ma sono oggettive: se un giocatore è davanti all’ultimo uomo della squadra nel momento del passaggio è fuorigioco.

E’ un procedimento lineare che comporta la perdita di uno o due minuti. E’ un mezzo che in Italia sta funzionando anche se qualche piccolo errore e polemica c’è stato specialmente all’inizio.

Il presidente Uefa: “Non ci sarà nella prossima Champions League”

Le parole pronunciate dal presidente Uefa Aleksander Ceferin lo scorso febbraio non lasciano spazio all’introduzione del Var in Champions: “Nessuno ancora sa esattamente come funziona. C’è ancora molta confusione. Io non sono affatto contrario, ma c’è bisogno di spiegare meglio quando usarla. Vedremo alla Coppa del Mondo”. Una posizione contraria a quella della Fifa – l’organo mondiale del calcio – con il presidente Gianni Infantino uno dei massimi sponsor. La tecnologia Var sarà usata nei Mondiali di Russia, sarà comunque un rischio visto che ci vuole una certa abitudine all’utilizzo, ma da qualche parte si deve iniziare.

La tecnologia può evitare polemiche

C’è da parte di alcune componenti del calcio europeo un contrasto alle novità tecnologiche. Come ogni innovazione, la Var comporta un cambio di sistema e in qualche modo equilibri diversi. Ma la Var in Italia ha dimostrato di funzionare, il risultato è meno polemiche, che comunque ci sono, e un clima in campo più sereno. Non si vedono frequentemente scene come quelle di Madrid con arbitri accerchiati, ogni tanto capita ancora, e si ha l’impressione di un calcio più giusto. Certo bisogna capire che nonostante la tecnologia gli episodi sono interpretabili e quindi non ci sarà mai la totale oggettività, tranne per il fuorigioco. Dunque sì alla Var, un’innovazione che cambierà il calcio nonostante il conservatorismo di alcuni suoi vertici.

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