La recessione agita il futuro dell’Italia. Ma per Conte il 2019 “sarà bellissimo”

Focus

L’entusiasmo fuori luogo di Conte non contagia: la stampa è unanimemente preoccupata

Adesso abbiamo ben chiaro che cosa avessero in testa i nostri ‘governanti’ quando parlavano di cambiamento: la recessione. Bada bene, non è un fulmine a ciel sereno, in molti avevano avvertito di questa possibilità sempre più concreta ma Salvini & Co. hanno comunque deciso di andare avanti. Con i risultati che abbiamo davanti: l’economia italiana ha smesso di crescere. Ed è paradossale la spiegazione del governo, che tenta di attribuirne le cause ai governi precedenti, come se ancora dovesse entrare in carica.

Continua in questa titanica impresa anche oggi il Presidente del Consiglio Conte che dopo aver tirato il sasso, nasconde la mano per non prendere le proprie responsabilità e lanciandosi in pronostici da cabala.”Il rilancio avverrà nel secondo semestre dell’anno” ha assicurato e si è detto “non preoccupato”. Alla domanda se teme un pressing europeo per questi dati negativi risponde così: “Assolutamente no, non lo temo. E’ una contrazione che era nell’aria, gli analisti l’avevano prevista, è collegata a fattori transitori esterni alla nostra economia”. Quello che interessa al governo dice è concentrarci sul “rilancio della nostra economia, che avverrà sicuramente nel 2019 perché saranno attuate le misure approvate con la manovra”. Il rilancio sarà compiuto e andrà a regime – specifica Conte – nel secondo semestre 2019. “Non c’è ragione di perdere fiducia, c’è anzi molto entusiasmo per il 2019”.

Un entusiasmo che non contagia

Basta leggere i giornali questa mattina: la stampa è unanime nel prevedere la necessità di una manovra correttiva per attenuare i disastri del governo.  Se il Corriere della Sera guarda da un lato agli allarmi degli industriali e dall’altro alle rassicurazioni del governo, con il premier Giuseppe Conte che dice “passerà” e la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli che difende la manovra, la Repubblica invece rilancia la disputa con la Commissione europea: “E’ colpa del governo”, titola il quotidiano. Questo in base ad alcune frasi raccolte presso il vicepresidente dell’esecutivo Ue, il lettone Valdis Dombrovskis secondo cui “come temevamo, l’impatto dell’incertezza delle politiche economiche sulla fiducia delle imprese e sulle condizioni finanziarie sta diventando rapidamente visibile”. La Stampa invece guarda subito alle ricadute di Bilancio: “Il governo teme la manovra bis”, titola la testata torinese, che tuttavia riporta come a seguito del vertice di ieri a Palazzo Chigi, “i programmi non cambiano”. Anche Il sole 24 Ore guarda alla reazione delle imprese: “Ora reagire” così come fa il Messaggero che attraverso le parole di Vincenzo Boccia non nasconde la preoccupazione di ConfindustriaIl Fatto Quotidiano infine si concentra su “di chi è la colpa” dopo le polemiche tra il vicepremier Luigi Di Maio e l’ex ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, sulle responsabilità della contrazione e sul “come se ne esce”. Ovviamente un colpevole c’è già: il governo precedente.

Ma come se ne esce?

Su questo punto non si riesce ad essere ottimisti. Le cose purtroppo non miglioreranno o addirittura peggioreranno. Ci si chiede come si possa parlare di “boom economico” nel momento in cui tutti i principali organismi nazionali e internazionali stanno rivedendo al ribasso le stime di crescita (vedi Bankitalia e Fmi). Così come stanno facendo tutti i centri studi più rilevanti, come Prometeia, secondo cui nel 2019 difficilmente si arriverà a un Pil dello 0,5% (un dato lontano mille miglia dalla previsione dell’1% del governo). Insomma l’Italia da oggi diventa più vulnerabile: il debito pubblico rischia di esplodere e il rischio di un downgrade delle agenzie di rating rimane dietro l’angolo. E in un contesto del genere, va infine sottolineato, potrebbero anche esserci ripercussioni sui due provvedimenti bandiera dei gialloverdi: reddito di cittadinanza e quota 100.

Sull’argomento leggi anche “Altro che boom, l’Italia è ferma. Manovra inevitabile?”

 

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