Reddito e quota 100, tanti titoli e poca sostanza?

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Via libera dal Cdm a reddito e quota 100. Accordo dopo un vertice Conte-Salvini-Di Maio

“Con queste due iniziative diamo un’idea di Italia per i prossimi 30 anni”; “Da oggi c’è un nuovo welfare state in Italia”. Sono le affermazioni dei due vicepremier Salvini e Di Maio nella conferenza stampa tenutasi dopo il cdm di ieri  sera. Una riunione dei ministri nella quale è stato dato il via libera alle due misure simbolo del governo gialloverde, quota 100 e reddito di cittadinanza.

A sentire i due leader parrebbe che questo “decretone” abbia davvero abolito la povertà e risolto ogni problema legato ai più deboli. Ma i dubbi sulle due misure simbolo rimangono nonostante il “tutto risolto” già preannunciato con il vertice di maggioranza.

È infatti ancora tutto fumoso. E la situazione dei conti pubblici non aiuterà di certo considerando le poche risorse a disposizione. Lo sapremo nelle prossime ore. Solo dopo aver letto i dettagli tecnici, infatti, si capirà quanto ci sia di vero nel tanto acclamato decretone; se saranno rispettate le fantasmagoriche promesse fatte in campagna elettorale. Il punto è che la logica dei numeri di cui sono composti i conti pubblici fa pensare piuttosto a un titolone dato in pasto ai media per tenere buoni i consensi di entrambe le basi elettorali.

Non a caso si parla di aprile come mese in cui verrà erogato il reddito di cittadinanza, esattamente a pochi giorni di distanza dalle elezioni europee.

E a chi chiede in conferenza stampa a Di Maio se sia preoccupato della clausola ‘salva-spesa’, lui risponde: “Quota 100 da oggi è un diritto di italiani, quando si acquisisce un diritto per noi è inviolabile”. Come a dire, di nuovo: in caso di sforamento dei conti pubblici decideremo noi il deficit italiano. Ma anche qui: si è già visto com’è andata a finire la recente battaglia sul 2,4%.

Intanto, secondo quanto si legge dalle bozze del decretone circolate negli ultimi giorni, con l’arrivo del reddito di cittadinanza il Rei scomparirà. Da marzo, si legge, il Rei “non può essere più richiesto e dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto”. E ci si chiede, allora, se il reddito di cittadinanza non sarà forse un Rei allargato, come ipotizzato più volte su queste colonne. Si vedrà nelle prossime ore.

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