Atac, il colpo di mano della Raggi: la sindaca rinvia il referendum

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A 48 ore dal consiglio straordinario in Campidoglio, la sindaca – con una nota – comunica la decisione di spostare la consultazione. L’ira del consiglieri dem

Dopo averlo svuotato di significato (con una delibera che prolunga il contratto con Atac fino al 2021, ora Virginia Raggi rinvia dal 3 giugno a settembre il referendum sul trasporto pubblico. “La scelta – si legge in una nota del Campidoglio – è maturata in considerazione dell’indizione delle elezioni amministrative nei Municipi III e VIII in programma il prossimo 10 giugno 2018, data definita successivamente a quella del referendum”. La legge, si legge ancora nella nota, “impedisce lo svolgimento di differenti operazioni elettorali nello stesso giorno, quindi obbligherebbero di fatto i cittadini a recarsi alle urne per tre votazioni nel solo mese di giugno”.

Secondo la giunta, inoltre, lo spostamento farà risparmiare sui costi, perché “è allo studio la possibilità di impiegare un sistema elettronico dedicato alla votazione”. L’ordinanza della sindaca arriverà dopo aver incontrato la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari e i rappresentati dei comitati promotori del referendum.

“Per ridurre i costi – rispondono i radicali Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, promotori del referendum – sarebbe bastato accogliere la nostra richiesta accorpare il voto referendario alle elezioni politiche del 4 marzo, invece di renderlo ostaggio di un immobilismo irrispettoso dei 33 mila cittadini che hanno sottoscritto e promosso con noi il referendum e di tutti gli elettori. Ora chiediamo con forza che si utilizzi questo tempo per informare correttamente i cittadini e che si vari un regolamento certo in tempi brevissimi, perché la vera urgenza è che il referendum sul trasporto pubblico non sia uno scimmiottamento della democrazia, come l’amministrazione del M5s l’ha trattato finora, ma diventi una reale occasione per tutti i romani di decidere su un tema cosi’ importante per il futuro della propria città. Ci auguriamo che la sindaca Raggi smetta di comportarsi come un promotore del comitato per il no, o del comitato per l’astensione, e si preoccupi d’ora in poi di informare in modo imparziale e istituzionale tutti i cittadini romani”.

Ma c’è un altro fatto grave: i consiglieri non sapevano di questa decisione e molti di loro la notizia l’hanno avuta direttamente dalle agenzie stampa e dal telegiornale regionale. Eppure solo due giorni prima si era tenuto il consiglio straordinario proprio per parlare della situazione Atac, ma di questo rinvio non si era fatta parola.

Stefano Fassina, che ha cercato di chiedere spiegazioni in Assemblea sul fatto “particolarmente grave e inaccettabile”, è stato cacciato dall’Aula: “Siamo fuori tema” ha tagliato corto il presidente dell’Aula Marcello De Vito. “Siamo all’umiliazione dell’Aula Giulio Cesare”, ha commentato Fassina. Dai consiglieri dem è arrivata la solidarietà a Fassina e l’attacco per la decisione della giunta senza consultarsi con l’assemblea: “Solidarietà al consigliere Fassina  espulso dal presidente dell’Aula De Vito per aver chiesto spiegazioni sullo spostamento del referendum su Atac. La decisione del Campidoglio di rinviare la consultazione in autunno è stata diffusa dal TGR Lazio mentre eravamo in Aula, a poche ore dalla seduta straordinaria proprio su Atac. Così viene completamente svilita la funzione dell’Assemblea. Si continua con una gestione surreale dell’Aula, irrispettosa del dialogo e intollerante verso idee divergenti dalla maggioranza”, ha commentato la consigliera capitolina del Pd Valeria Baglio.

“A 48 ore di distanza dal consiglio straordinario su Atac apprendiamo dalle agenzie di stampa che i referendum sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico è stato rinviato a settembre. È una vergogna, la sindaca Raggi e la giunta si prendono gioco dell’aula e dei romani”, dichiarano i consiglieri dem in Campidoglio. “Perché questa intenzione non è stata anticipata in Assemblea Capitolina? Quale novità è intervenuta nelle ultime 48 ore? Siamo di fronte ad un ennesimo colpo di mano. La Raggi ha paura di far pronunciare i romani sul trasporto pubblico locale e prende tempo togliendo ai cittadini romani il voto”.

“La sospensione del referedum sul Tpl da parte della Raggi è una vergognosa umiliazione dell’aula consiliare che solo 48 ora fa aveva discusso sulle vicende del concordato preventivo – aggiunge la consigliera dem Ilaria Piccolo – Giunta e sindaca prendono in giro consiglieri comunali e città. La maggioranza capitolina è stata usata come uno zerbino dalla giunta. Ferrara e il suo gruppo mostrino orgoglio di occupare gli scranni dell’aula Giulio Cesare e battano un colpo”. Piccolo aggiunge: “Ora basta giochetti e furbizie sulla pelle dei romani, la giunta abbandoni il concordato fallimentare e passi all’amministrazione straordinaria”.

Sulla vicenda intervengono anche i radicali, : “Dopo le nostre denunce e gli appelli caduti nel vuoto; dopo le diffide formali alla giunta e al consiglio e la mobilitazione di piazza perché il Campidoglio varasse un regolamento sul referendum di cui – dopo ben 8 mesi dalla fine della raccolta firme- non c’è traccia; e dopo aver chiesto con forza che l’amministrazione M5s tenesse un comportamento imparziale e informasse correttamente i cittadini, il rinvio del voto appare come un atto dovuto per scongiurare, per ora, una violazione certa dei diritti dei cittadini: andare al voto nelle attuali condizioni di totale disinformazione, infatti, sarebbe stato un insulto al diritto di partecipazione dei romani”, hanno dichiarato

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