Referendum propositivo: un colpo alla democrazia e un favore alle lobby

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5 Stelle e Lega puntano a stravolgere la Costituzione. Gennaro Migliore: “Ecco il sogno reazionario di Grillo e Casaleggio”

Ancora una volta si prova a cambiare la carta costituzionale. Dopo la netta vittoria dei ‘no’ al terzo referendum costituzionale della storia della Repubblica – quello del 4 dicembre 2016 – ora sono i grillini a tentare di modificare la carta suprema del nostro ordinamento, con la proposta di introdurre lo strumento del referendum propositivo.
La riforma costituzionale in discussione in queste ore alla Camera dei deputati, non è, però, un semplice aggiustamento del sistema istituzionale italiano, bensì una vera e propria mutazione genetica della costituzione repubblicana del nostro paese. Giusto o sbagliato che sia il cambiamento che i 5 Stelle tentano di apportare, la base da cui bisogna partire è questa: il referendum propositivo è uno c che è, appunto, una democrazia parlamentare rappresentativa.

 

5 Stelle pronti a stravolgere la Costituzione

L’articolo 71 della Costituzione, che affida “l’iniziativa delle leggi al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale”, e prevede che “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli”, verrebbe modificato così: “Quando una proposta di legge è presentata da almeno 500mila elettori e le Camere non la approvano entro 18 mesi dalla sua presentazione è indetto un referendum per deliberarne l’approvazione”.

Nel testo M5S-Lega, si specifica che il referendum sarà valido se il 25 per cento di coloro che hanno diritto al voto, si sarà espresso con un ‘sì’, e il quorum del 25 per cento sarà introdotto anche per i referendum abrogativi, andando così a modificare l’articolo 75 della Carta.
Se poi il Parlamento dovesse approvare una proposta parzialmente differente da quella originaria presentata dai cittadini, allora si assisterà a una sorta di spareggio legislativo: o il comitato referendario ritirerà la sua proposta oppure si indirà un referendum nel quale i cittadini dovranno indicare quale proposta preferire.

 

Referendum propositivo: “Grillo e Casaleggio vogliono realizzare il loro sogno reazionario”

La relatrice del provvedimento di riforma costituzionale, la pentastellata Fabiana Dadone, ha auspicato che in Aula ci sia spirito costruttivo, ma sia dal Pd sia dalle altre forze di opposizione si sono levate forti critiche. Anna Tartaglione di Forza Italia, per esempio, ha denunciato come non si voglia “arrivare ad una democrazia più partecipativa, ma si vuole annientare un sistema che i nostri padri costituenti hanno costruito a difesa dei cittadini”.
Il deputato dem Gennaro Migliore, intervenendo alla Camera durante la discussione sulla proposta di legge costituzionale, ha rimarcato come Grillo e Casaleggio abbiano teorizzato il superamento del Parlamento e “Adesso, con questa iniziativa di riforma costituzionale, si intende realizzare concretamente quel sogno reazionario”.
Abbiamo – spiega Migliore – un progetto riformatore che prende le mosse da quello sconfitto al Referendum, e che intenderebbe ridisegnare il sistema istituzionale per dare più forza ai cittadini. Ma questa è in realtà una riforma buona per una democrazia delle lobby, non certamente del popolo. Del resto, il disgustoso ‘martirio’ della Costituzione sta avvenendo nei fatti: dallo strappo sulla Legge di Bilancio, che ha visto il Parlamento esautorato del suo ruolo e di cui il presidente della Camera Fico è stato sia artefice sia complice. Ciò che poi è più insopportabile è questa tendenza di M5s e Lega a voler ‘educare il popolo’. Un modello che ricorda più i regimi autoritari che le democrazie. Anche chi è in buona fede deve capire bene cosa sta avvenendo. Si veda ciò che è accaduto in Gran Bretagna nel caso Brexit o in Italia sulla Tav. Non possiamo scaricare sui cittadini le incompetenze della classe politica”.

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