Da Reggio Calabria il grido dei sindacati per il Sud

Focus

In oltre 25mila alla manifestazione per il Mezzogiorno promossa da Cgil, Cisl e Uil. Anche Zingaretti al corteo: “Ricostruiamo l’alternativa”

Sono oltre 25mila, per i sindactai, i partecipanti alla manifestazione “Ripartiamo dal Sud per unire il Paese” che si sta tenendo a Reggio Calabria, promossa da Cgil, Cils e Uil.

I tanti partecipanti, fanno sapere gli organizzatori, sono lavoratori, pensionati e molti migranti, provenienti da Sicilia, Campania e Puglia ma anche Veneto e Piemonte, oltre che dalla Calabria. Persone diverse ma che manifestano per chiedere attenzione e spazio nell’agenda di Governo per il Sud, spiegano i sindacati, che pur avendo enormi responsabilità rischia di perdere ancora posizioni, accrescendo il divario con il resto del Paese e con l’Europa.

Dietro allo striscione #futuroallavoro che apre il corteo sfialno insieme i tre segretari generali Landini, Furlan e Barbagallo. “Basta campagne elettorali, ne abbiamo fin sopra i capelli. I problemi non sono risolti e la situazione è peggio che un anno fa. E’ necessario che il Governo ci ascolti”, ha detto Landini alla partenza della manifestazione.

“Dopo le manifestazioni di febbraio, di Bologna e di maggio a Roma siamo qui perché il Sud fatica , ma ha voglia di riscatto. Non si può rinviare cambio di rotta sulle politiche del Mezzogiorno. Il Sud è completamente dimenticato anche nel dl crescita dopo Manovra e Def”, ha dichiarato Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, mentre per Barbagallo della Uil: “Cristo si è fermato ad Eboli e l’alta velocità a Salerno, questo da’ la dimensione di come il Mezzogiorno sia ancora abbandonato. Bisogna fare investimenti pubblici e privati per rilanciare l’economia e fare le infrastrutture”.

Presente alla manifestazione anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che ai giornalisti in piazza Duomo a Reggio Calabria ha detto: “Bisogna dire basta al partito delle disuguaglianze. L’Italia deve essere difesa da Di Maio e Salvini che pensano solo ai loro partiti. Dai sindacati oggi viene un grande messaggio“.
“Negli ultimi mesi – ha aggiunto Zingaretti – Cgil, Cisl e Uil hanno dimostrato che si può riprendere una battaglia politica e una lotta, ma soprattutto che si può ricostruire l’alternativa che manca a questo Paese. Noi siamo qui esattamente per questo, per dare rappresentanza a chi ha capito che Di Maio e Salvini con i loro selfie hanno preso in giro gli italiani”.

E a proposito di Sud: “E’ impressionante come la Lega ha aggirato il Mezzogiorno chiedendo consenso e poi dal giorno dopo ottenuto il consenso ha tradito queste terre”.

Anche le Acli hanno aderito alla manifestazione, con il presidente Roberto Rossini che ha così motivato la presenza in piazza dell’associazione cattolica: “Il regionalismo differenziato non deve produrre ulteriori spaccature sociali e istituzionali, amplificando le divisioni del Paese. Serve prima di tutto un grande piano di sviluppo su politiche industriali, formazione e welfare. Non possiamo consentire che il Sud sia solo una spiaggia di sbarco per migranti e una terra da dove i giovani emigrano”.

Ad aggravare l’allarma lanciato oggi dai sindacati, i dati shock comunicati da Eurostat per il 2018, secondo i quali quattro su cinque delle Regioni con il tasso di occupazione più basso in Europa sono nel Sud Italia, con meno della metà delle persone tra i 20 e i 64 anni che ha un lavoro a fronte del 73,1% medio in Ue.

Peggio delle regioni del Sud Italia solo la Mayotte (Regione d’oltremare francese che è in Africa vicino al Madacascar) con il 40,8% delle persone tra i 20 e i 64 anni al lavoro seguita dalla Sicilia con il 44,1%, la Campania con il 45,3%, la Calabria con il 45,6% e la Puglia con il 49,4%.

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