Partiti i pagamenti del Reddito d’inclusione: tutto ciò che c’è da sapere

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Come funziona la nuova misura unica di contrasto alla povertà in vigore dal primo gennaio

Dopo il boom di domande (oltre 75mila in un mese), ora iniziano ad arrivare alle famiglie i pagamenti del reddito di inclusione socialeil nuovo sussidio economico introdotto con l’approvazione della legge delega contro la povertà partito proprio il primo gennaio di quest’anno. Infatti l’assegno viene erogato a partire dal mese successivo a quello dell’approvazione della domanda.

Come funziona?

Il reddito di inclusione sociale è composto da due parti: un assegno mensile e un progetto personalizzato di reinserimento sociale e lavorativo.

L’assegno mensile dipende dalla dimensione del nucleo familiare e dalla distanza del reddito familiare da una soglia di accesso. L’assegno sarà erogato per 18 mesi ed è rinnovabile per non più di 12 mesi, ma tra la conclusione e l’inizio del Rei successivo dovranno passare almeno 6 mesi. L’assegno non può essere corrisposto in presenza di altri sussidi e indennità, come la Naspi.

Il beneficio economico che in prima battuta riguarderà le famiglie in situazione di bisogno con minori, disabili, donne in gravidanza a quattro mesi dal parto e over 55 disoccupati sarà erogato per il tramite della carta acquisti ridenominata Carta ReI che consente anche prelievi di contante entro la metà dell’importo massimo attribuito.

La seconda componente del Rei è il progetto personalizzato per l’integrazione sociale e lavorativa. Il progetto ha lo scopo di portare la famiglia a superare la situazione di difficoltà. Il progetto non riguarda solo la situazione lavorativa in senso stretto, ma può anche riguardare la ricerca di una casa, la somministrazione di cure mediche e l’educazione dei figli.

Del progetto si occuperanno i comuni ma se gli impegni presi non verranno rispettati, sono previste sanzioni: dalla riduzione di un quarto del beneficio mensile fino alla totale decadenza dello stesso.

Gli importi massimi del beneficio economico

ma potrebbe aumentare l’anno prossimo a fronte di risorse ulteriori che dovrebbero essere stanziate nella legge di bilancio fino a 540 euro.

1 persona: 187,50 euro

2 persone: 294,38 euro

3 persone: 382,50 euro

4 persone: 461,25 euro

5 e più persone: 485,40 euro

Chi può ricevere il Rei?

Tutti i cittadini italiani e comunitari ma anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e i titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico). In tutti i casi, dovranno essere residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Dovranno essere poi rispettati dei requisiti familiari ed economici.

L’assegnazione del sussidio dipenderà infatti anche dall’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dall’indice della situazione reddituale (cioè il reddito realmente a disposizione delle famiglie per far fronte alle spese di tutti i giorni). L’utilizzo di questo secondo criterio ha lo scopo di non escludere le famiglie che versano in stato di povertà ma che hanno la prima casa di proprietà. Purché non abbiano altri immobili che producano reddito.

In particolare, l’indicatore ISEE deve essere pari o inferiore a 6mila euro, e l’ISRE deve essere pari o inferiore a 3mila euro.

Vi sono poi dei vincoli patrimoniali. Il patrimonio immobiliare, esclusa la casa di proprietà, non deve superare i 20mila euro. E il patrimonio mobiliare (conti correnti bancari o postali; certificati di depositi e credito, buoni fruttiferi e assimilati, azioni e obbligazioni) non deve superare i 10mila euro. Ma la soglia massima per il patrimonio immobiliare si riduce a 6mila euro per i nuclei familiari composti da una persona e a 8mila per quelli composti da due persone.


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