Renzi al contrattacco: “Non è un complotto ma sono cose vecchie”

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“Se mio padre è colpevole pena doppia”

Renzi parli! – chiedevano stamane giornali e esponenti politici. E lui non si è fatto pregare. Un veloce accordo in tarda mattinata con Lilli Gruber, ed eccolo a Otto e mezzo sull’amica-nemica La7.

In effetti, Renzi ha voglia di parlare. Per far capire che non ha paura della valanga-Consip, perché è certo dell’innocenza del padre – e lo dice proprio nelle stesse ore in cui Tiziano nega ogni responsabilità di fronte al Pm Paolo Ielo (4 ore di interrogatorio a piazzale Clodio).

Ecco cosa dice Renzi: “Se c’è un parente di un politico indagato, in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me quando c’è un processo i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia“. Ancora: “Lui si deve difendere, deve rispondere, non come hanno fatto altri…”.

Ma “i processi non lì fate voi, si fanno nei tribunali, non con gli articoli di giornale ma con gli articoli del codice penale“, dice a Gruber e Tommaso Cerno, in studio.

Il direttore dell’Espresso gli ricorda le dichiarazioni rese da Marroni, amministratore delegato di Consip. “Se ci sono ricatti e tangenti si fanno i processi. Noi non abbiamo paura dei processi”.

L’ex premier sfida l’interlocutore a trovare uno scandalo nelle aziende pubblico in questi ultimi anni. E poi: “Si è garantisti sempre e si aspetta la sentenza“.

Complotto no, ma disegno sì: “C’è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi”, visto che l’indagine su Lotti e Del Sette “è una cosa di tre mesi fa, non è cambiato niente, cosa è successo?”, domanda l’ex premier.

“Se si creano tensioni ad hoc con polemiche come quelle di questi giorni. Sono stato tentato di mollare tutto ma ora mi viene voglia di rilanciare ancora con più forza come faremo dal Lingotto, contro chi pensa che politica sia solo il buco della serratura”, sbotta Renzi lamentandosi che “sono tre mesi che si parla di cosa farà Renzi, di quanto è ingrassato Renzi, e non si parla dei problemi veri“.

E Luca Lotti? Non lo molla di certo. È la linea del Pd e di Gentiloni, non a caso. “Non si deve dimettere, assolutamente no. I suoi figli devono sapere che è una persona straordinariamente onesta. Sono pronto a scommettere che non ha commesso il reato”.

Primarie confermate: “Mi farò accompagnare da Maurizio Martina, sarà una campagna di squadra, non di un uomo solo”.

 

 

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