Renzi: “Basta melina, al voto col Mattarellum”

Focus

Per il Nazareno “non ci sono più alibi”

“La sentenza della Consulta conferma l’impianto dell’Italicum togliendo solo il ballottaggio: basta melina, il Pd è per il Mattarellum, i partiti dicano subito se vogliono il confronto. Altrimenti la strada è il voto“, così Matteo Renzi parlando ai suoi nei corridoi del Nazareno appena uscita la decisione della Corte. “Sono soddisfatto, finalmente non ci sono più alibi” dice il segretario.

Dunque: ora che non ci sono più alibi, il Pd chiede il voto subito. La decisione della Consulta è arrivata, ha bocciato il ballottaggio salvando il premio di maggioranza  e restituendo una sentenza immediatamente applicabile che spiana la strada alle urne . “Per noi bisogna andare a votare subito”, sono le parole chiare del capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato, gli fa eco il senatore Andrea Marcucci: “Ora un sistema elettorale c’è: in tempi brevi si verifichi in Parlamento la volontà di averne uno migliore e comunque si vada velocemente al voto”.

La melina farebbe male al Paese, è il pensiero che circola al Nazareno nei momenti che seguono la pronuncia della Consulta sull’incostituzionalità dell’Italicum il cui impianto maggioritario resterebbe comunque in piedi, sorretto dal premio di maggioranza che è resistito all’esame dei giudici. “La sentenza della Corte non è una bocciatura dell’Italicum: l’impianto resta“, fa notare Rosato che ipotizza due strade adesso “O andiamo a votare con il Mattarellum in entrambe le Camere oppure abbiamo i due Consultellum, che sono entrambe leggi di impianto proporzionale e dunque sono adesso armonizzate”.

E se “il 40% è tanta roba” come vanno ripetendo in questi minuti i deputati alla Camera ed è difficile che una sola forza politica da sola riesca a portarlo a  casa, ragione per cui c’è chi ragiona per un premio alla coalizione invece che alla lista,  è anche certo che con una sentenza immediatamente applicabile  e con due leggi elettorali omogenee si potrebbe tornare alle urne in tempi rapidi, anche prima dell’estate.

“A dispetto delle polemiche e delle accuse infondate, la verità è che l’Italicum ha superato il vaglio della Consulta su tutti i principali punti in discussione, tranne che per il ballottaggio, come era logico aspettarsi dopo l’esito del referendum del 4 dicembre”, spiega Emanuele Fiano.

La minoranza chiede che la parola passi ora al Parlamento “Adesso che la Corte si è espressa sta al Parlamento varare una legge equilibrata, saggia e condivisa”, dice Gianni Cuperlo che auspica un confronto immediato nelle commissioni competenti. Lo spettro delle larghe intese si aggira nelle trame della sentenza che ha conservato un premio (quasi) impossibile e rischia di rispedire il Paese indietro agli anni della Prima Repubblica.  Ecco perché sul tavolo il Pd ha messo, in tempi non sospetti, la proposta del Mattarellum. Verifica rapida in Parlamento, se non c’è accordo il voto è dietro l’angolo. Senza paura.

 

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