Renzi: “Berlusconi è un pericolo per l’economia”

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Bene Padoan candidato, la Boschi in lizza

Il diretto è partito subito: “Io a differenza di altri non ho mai detto che Berlusconi è un pericolo per la democrazia. Ma è un pericolo per l’economia”. Sì, è il centrodestra nel mirino di Matteo Renzi, ospite di Lilli Gruber. Berlusconi, “il remake ” di un film già visto – con Bossi al posto di Salvini e Fini invece di Meloni, Berlusconi al posto di Berlusconi – un film che terminò con lo spread e la perdita di mezzo milione di posti di lavoro. E a dimostrarlo, aggiunge Renzi, ci sono le promesse fatte già in questo primo scorcio di campagna elettorale dal Cavaliere. Altro che eliminazione del canone, sottolinea, messe insieme l’abolizione della legge Fornero, la flat tax, il reddito di dignità “valgono”, cioè fanno perdere allo Stato, moltissimi miliardi di euro.

Per non parlare delle proposte dei grillini. Provarli al governo è un’idea che Renzi respinge con forza: “Il Paese non è un’auto da provare in una concessionaria”, avverte ribadendo di rispettare qualsiasi scelta dell’elettore, anche quella di votare M5s. Certo, osserva, le prove date fino ad ora, da Roma a Torino, non lasciano bene sperare: nella Capitale, Raggi lascia “solo Spelacchio e i rifiuti”. E poi c’è il tema legalità, tanto sbandierato dai Cinque Stelle: a oggi “Raggi è stata rinviata a giudizio e il sindaco di Torino è accusata per l’organizzazione di Piazza San Carlo”.

L’impressione è che il segretario del Pd abbia spostato il tiro su un centrodestra che va forte nei sondaggi (“ma la campagna elettorale si fa per cambiare i sondaggi”), mentre Di Maio resta più sullo sfondo.

Renzi ha fotografato così la situazione: “Non credo che il centrodestra sia largamente in vantaggio. È una partita che si gioca a tre. Sul maggioritario secondo i sondaggi è in vantaggio il centrodestra, ma il maggioritario dà solo un terzo dei seggi, nel resto è testa a testa 5 stelle e Pd. La partita è aperta”.

Per centrare l’obiettivo Renzi ha impostato una campagna elettorale sulle cose fatte fino ad oggi, “100 punti dai quali ripartire per migliorare”, è la formula utilizzata. E un primo assaggio di questa “piattaforma” si avrà nel prossimo fine settimana, fra il Lingotto di Torino e l’appuntamento di domenica a Milano.

E, criticando Liberi e Uguali, ha ribattuto indirettamente sul voto utile: “Nei collegi chi vota la sinistra radicale non vota per la Boldrini ma per Salvini”.

L’altro tasto su cui Renzi ha battuto molto è quello della forza della squadra del Pd. E ha ribadito che la vittoria consisterà nel portare a palazzo Chigi un esponente del Pd. Gentiloni? “Ha dimostrato di essere un ottimo presidente del Consiglio”. Ma ci sono anche altri nomi. Molto soddisfatto è apparso circa la volontà di Piercarlo Padoan di candidarsi (“Gliel’avevamo chiesto…”), mentre ha confermato che lui correrà nel collegio di Firenze, oltre che in due listini proporzionali e ha annunciato che Maria Elena Boschi sarà candidata, con le stesse modalità degli altri big (in un collegio e in due listini).

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