Renzi: “Noi all’opposizione, mai un governo con gli estremisti”

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Il segretario dimissionario chiarisce: “Lascio la guida del Pd, non il partito”

“Non esiste governo guidato dai 5 Stelle che possa ottenere il via libera del Pd”. Ancora un’altra conferma sull’indisponibilità del Pd ad appoggiare un governo guidato da Di Maio; questa volta arriva dall’ormai ex segretario dem Matteo Renzi che in un’intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere però puntualizza: “Non è un problema di odio che i grillini hanno seminato. E non è solo un problema di matematica, visto che i numeri non ci sono o sarebbero risicatissimi. I grillini sono un’esperienza politica radicalmente diversa da noi. Lo sono sui valori, sulla democrazia interna, sui vaccini, sull’Europa, sul concetto di lavoro e assistenzialismo, di giustizia e giustizialismo. Abbiamo detto che non avremmo mai fatto il governo con gli estremisti, e per noi sono estremisti sia i cinquestelle che la Lega. L’unico modo che hanno per fare un governo è mettersi insieme, se vogliono”.

“Hanno il diritto e forse il dovere di provarci – prosegue Renzi – I sovranisti hanno lo stesso programma su vaccini, Europa, immigrazione, burocrazia, tasse. Facciano il loro governo, se ci riescono. Altrimenti dichiarino il loro fallimento. Noi non faremo da stampella a nessuno e staremo dove ci hanno messo i cittadini: all’opposizione”.

Renzi chiude anche all’ipotesi di un governo di unità nazionale: “Noi purtroppo siamo il quarto gruppo parlamentare, non più il primo: gli appelli alla responsabilità sono sempre utili, ma si rivolgono soprattutto ai gruppi più grandi”.

Sul capitolo dimissioni, Renzi conferma: “Le mie dimissioni non sono un fake. Ho seguito le indicazioni dello Statuto e dunque sul nuovo segretario deciderà l’Assemblea. Rispetteremo la volontà di quel consesso. Sui nomi non mi esprimo; anche perché sono tutte persone con cui ho lavorato per anni”. Non proverà a tornare alla guida del Pd, ma di certo non uscirà dal partito e, soprattutto, smentisce di volerne fondare uno nuovo come ipotizzato dalla stampa: “Di partiti in Italia ce ne sono anche troppi. Io sto nel Pd in mezzo alla mia gente. Me ne vado dalla segreteria, non dal partito”.

Renzi conferma inoltre che non sarà lui ad andare al Quirinale per le consultazioni, in quanto dimissionario: “Il Pd ha sempre mandato al Quirinale i due capigruppo, il presidente e il reggente. Non vedo motivi per cambiare delegazione”.

E aggiunge: “Il mio ciclo alla guida del Pd si è chiuso. Sono stati quattro anni difficili ma belli. Abbiamo fatto uscire l’Italia dalla crisi. Quando finirà la campagna di odio tanti riconosceranno i risultati. Ma la sconfitta impone di voltare pagina. Tocca ad altri. Io darò una mano: noi non siamo quelli non che scendono dal carro, semplicemente perché il carro lo hanno sempre spinto. Continuerò a farlo con il sorriso: non ho rimpianti, non ho rancori”.

 

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