L’assedio franchista a Renzi (con risatine)

Focus

A Di Martedì un match 3 contro uno con Renzi, fra qualche bugia e un po’ di Bar sport

Dunque Di Martedì ha invitato ieri Renzi nella fossa dei leoni per un’intervista tre contro uno (e se eravamo in quattro te menavamo in quattro, avrebbe detto Alberto Sordi): ci sta, beninteso. Floris incalzante – ma a onor del vero in questa stagione lo è sempre -; Massimo Giannini politicamente critico con tanto di appunti scritti per non dimenticare nulla; e infine Massimo Franco, il vero protagonista dello scazzo con Renzi. Il notista del Corriere della Sera, peraltro solitamente compassato, ha esibito un tweet che si è subito rivelato essere un post su Facebook e soprattutto relativo a parole che l’ex premier non aveva pronunciato. Può succedere anche al più navigato dei commentatori di portarsi dietro il foglietto sbagliato. Quello che però davvero ha  suscitato inquietudine è stato l’atteggiamento beffardo del Nostro, trasformatosi rapidamente da fine notista a rissoso avventore, esibendo quella sottospecie di ironia che a Roma chiamiamo cojonella che consiste nel prendere in giro senza volerlo dare a vedere.

Ma lasciamo perdere l’attacco “franchista”. Più preoccupante invece la frase di Floris circa la “titolarità” di Renzi nel muovere critiche a questo governo. Come a dire: visto che hai fatto schifo, con che faccia (“titolarità” suona meglio) vieni a parlar male dei gialloverdi? E allora che lo invitate a fare?

Cari colleghi, siete tutti troppo autorevoli per non capire che così è troppo facile buttarla in caciara (scusate un’altra parola romanesca). Incalzate tutti senza pietà, ma anche senza trucchi né assedi.

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