Renzi sprona il Pd: “A un passo dal primo posto”

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La sfida a Di Maio: “Se è un uomo rinunci all’immunità e venga in tribunale”

E’ il giorno in cui il Partito democratico presenta i suoi candidati. Al teatro Eliseo di Roma la comunità dem si riunisce per ascoltare Matteo Renzi che nella prima parte della manifestazione ha lasciato la parola a diversi candidati-simbolo e a conclusione si è scagliato contro il M5s ed il suo leader Luigi Di Maio.

Di Maio rinunci all’immunità e venga in tribunale

“La reazione di Di Maio di ieri tradisce un nervosismo, è stata un po’ sopra le righe. Se è un uomo, Luigi di Maio dovrà rinunciare all’immunità parlamentare, e venire in tribunale. Perché dire che Pd stringe accordi con i mafiosi è un’accusa falsa e infamante. Per questo il capo politico del M5S sarà querelato”. Il comportamento del candidato premier M5s, per Renzi, “dà il senso di un nervosismo di fondo tra le loro fila e che, come al solito, trova lo sbocco nella frase “eh, ma loro hanno gli impresentabili”. Quello che non si presenta mai è lui: un impresentato”.

Il segretario Pd poi rincara la dose sugli impresentabili facendo notare: “I candidati del Movimento 5 Stelle parlano degli indagati del Pd e poi la metà dei loro sindaci è indagato. Parlano di impresentabili e poi nel collegio Lazio2 sbianchettano le foto con Dessì e in Veneto presentano una tipa che dice che i vaccini sono la replica del genocidio. Questi sono gli impresentabili, caro Di Maio”

La linea della destra la detta la Lega

“Questo centrodestra così diviso su tutto è un centrodestra a trazione leghista, come ha detto Gentiloni nei giorni scorsi. Non è come in passato quando Bossi era tenuto buono dal Berlusconi forte. Siamo in una situazione totalmente diversa in cui è la Lega a dettare l’agenda e dare le carte”. Poi sulla flat tax il segretario incalza: “Con la flat tax le famiglie pagano di più e i miliardari pagano di meno”.

Il risultato è aperto

“Commentatori e sondaggisti parlano, ma non hanno letto la legge elettorale: 2/3 vanno sul proporzionalo, invece mostrano solo i collegi. Questa legge tiene tutto aperto. Vorrei che nei prossimi 27 giorni ci sia in campo una squadra che non pensa al 5 marzo, ma al 4. Se recuperiamo 2-3 punti percentuali, rendiamo contendibili il 60% dei collegi oggi, e se li recuperiamo diventiamo anche primo partito”.

Le chiusure nelle piazze

Per quanto riguarda la chiusura della campagna elettorale il segretario del Pd propone di chiudere in piazza. Matteo Renzi parla ai candidati chiedendo di organizzare manifestazioni conclusive nelle piazze: “L’idea per la chiusura della campagna elettorale è quella di farla in cento piazze simbolo del paese. Sarebbe bello una piazza per ogni collegio. Io chiuderò la campagna elettorale a piazza SS.Annunziata a Firenze, un simbolo della socialità della città, il luogo dove un tempo venivano lasciati i bambini”.

I candidati dal palco dell’Eliseo

Prima della conclusione del segretario sul palco erano saliti alcuni dei candidati del Pd. Ha aperto la manifestazione Nicola Zingaretti che ha spiegato come i governi di centrosinistra, non solo a livello nazionale, passano “anni a rimediare ai disastri altrui”. Dopo di lui si sono succeduti sul palco Sandra Zampa, Lisa Noja e Paolo Anibaldi.

Pier Carlo Padoan

Sul palco dell’Eliseo è salito anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che si è detto emozionato per l’avventura da candidato: “Visto che sento questo grande calore da parte vostra lasciatemi dire un’altra cosa. Per uno come me che ha fatto il ministro di passaggio, la cosa più bella è essere fermato dalla gente e sentirsi dire grazie”.

“I numeri ci dicono – ha aggiunto Padoan – che in cinque anni sono stati creati più di un milione di posti lavoro. Dobbiamo essere contenti, in parte, ma ancora non ci soddisfa che a lavorare meno siano i giovani e le donne. Questi sono i grandi temi per la prossima legislatura. Questa legislatura consegna un’Italia migliore di cinque anni fa. È un fatto. Certo bisogna andare avanti. Ci vuole un altro po’ del sentiero stretto”.

Macerata, parla il sindaco Carancini

Durante la manifestazione ha trovato spazio, naturalmente, anche il caso Macerata. Matteo Renzi invitando il sindaco della città marchigiana a parlare sul palco ha parlato degli imprenditori della paura: “Voglio dedicare qualche minuto a quanto abbiamo visto settimana scorsa a Macerata. Ci sono quelli che vengono chiamati gli imprenditori della paura, quelli che sobillano una intera fetta di comunità. Penso a tutti quelli che in queste ore percepiscono un messaggio di rabbia, odio e paura. Noi dobbiamo farci carico di tutti e non sottovalutare quello che sta succedendo”.

Il sindaco Romano Carancini ha espresso la voglia di legalità dei cittadini della sua città: “Scusate il disturbo vengo con molta emozione a testimoniare quel che stiamo vivendo. Credo che in questo momento sul tema che ha colpito Macerata si possa giocare un po’ del nostro futuro e abbiamo un compito importante: non rincorrere i facili sensazionalismi e quello che è più semplice per la battaglia politica. I nostri cittadini vogliono anche rispetto della legalità, che non è incompatibile con l’accoglienza, siamo in grado di accogliere e dare una risposta sulla legalità.  Si possono tenere insieme alcune cose su cui il Pd deve essere molto attento. Dobbiamo chiamare quel che è accaduto rappresaglia nazifascita” ricordando che non è un “episodio isolato” ma “c’è un fermento che dobbiamo essere in grado di fermare e combattere”. Carancini ha anche invitato a “ricordare Pamela, la giovane ragazza uccisa in modo atroce”.

 

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