Renzi: “Mi piange il cuore a non veder sfilare la Brigata ebraica”

Focus

Il 25 aprile dell’ex premier in Toscana

Il 25 Aprile, Festa della Liberazione non deve essere sporcata dalle polemiche. Anche perché, ricorda Matteo Renzi, la Resistenza “non è un film, non è una playstation”.

Anzi è stata qualcosa di fondamentale per “la nostra democrazia” e se a distanza di più di settant’anni “non si sente parlare di guerra è anche merito dell’Europa” la stessa però che deve cambiare “registro”.

E per farlo capire ancora meglio l’ex premier venerdì va a Bruxelles per ribadire due aspetti fondamentali, ancora una volta ribaditi in questa campagna elettorale per le primarie di domenica prossima “il leader europeo deve essere eletto dai cittadini e se sull’mmigrazione non mantiene gli impegni, noi non manteniamo quello sui soldi all’Europa”.

Nel martedì in cui si celebra la Liberazione, l’attualità politica fa da ponte con il ricordo di ciò che ha significato quella fase storica per il nostro Paese.

‘Non dimenticare’ è la parola d’ordine dell’ex premier a costo di usare anche gli smartphone per ricordare quei mesi terribili “usatateli, intervistate, fare dei video per farvi raccontare tutto dai nonni” dice Renzi rivolto ai più giovani.

Però “non sporchiamo il 25 Aprile” è la raccomandazione del candidato alla segreteria nazionale del Pd “quando vedo che a Roma la Brigata Ebraica non sfila mi piange il cuore” perché aggiunge “il 25 Aprile non è né degli uni e né degli altri” come dire che non è un tema esclusivo dell’Anpi.

Il cielo è nuvoloso, il sole si fa vedere a tratti,  è questo il contorno alla mattinata di questo 25 Aprile, che l’ ex premier, chiamato dall’ex sindaco Enzo Brogi, sceglie di trascorrere a Cavriglia nel Valdarno aretino, zona di minatori e terra di partigiani, come tutta la Toscana.

La prima tappa è il monumento alle vittime della strage nazista di Castelnuovo dei Sabbioni, qui Renzi depone un mazzo di rose rosse in ricordo delle 190 persone che persero la vita. Silenzio e preghiere, sullo sfondo l’enorme murales di Venturino Venturi. La commozione è tanta, specie quando l’ ex premier incrocia un vecchio partigiano “ti posso abbracciare” dice a Piero Baldini, 101 anni sulle spalle ancora resistenti “tu sei un combattente come me” gli risponde chi la Resistenza l’ha fatta davvero.

Di nuovo in macchina, direzione il Teatro comunale del centro valdarnese, costruito agli inizi del Novecento dai minatori e contadini del paese, sotto c’era lo spaccio alimentare e la sezione del Pci, poi arrivò il fascismo e per ben due volte bruciò tutto. Poi però tutto è rinato. È uno dei tanti luoghi della memoria da non mandare mai in soffitta.

Il Teatro è pieno, un bel segnale su cui lo stesso Renzi non sorvola anche perché le primarie sono dietro l’angolo e a proposito del voto di domenica non risparmia una battuta, “certo, siamo stati proprio bravi a scegliere una data incastrata nel mezzo di un bel ponte vacanziero. Ora però dicono occhio all’affluenza”.

Il riferimento è all’altro fronte aperto in questi ultimi giorni su un possibile flop ai circoli e gazebo del Pd alle primarie di domenica “qualcuno dice che ho già vinto? Ehi ci vogliono fregare, la partita è tutta da giocare” dice Renzi “il punto però è che domenica c’è un partito che affida ai cittadini la scelta della sua leadership”.

Quanto al Governo Gentiloni “stiamo dalla stessa parte, facciamo il tifo per l’Italia anche quando è un altro ad avere la maglia di capitano” garantisce l’ex premier.

Intanto a Cavriglia, Renzi, inaugura anche il nuovo circolo locale del Pd, intitolato a Enrico Berlinguer. A pochi giorni dalle primarie è derby con Andrea Orlando atteso venerdì pochi chilometri da qui, a San Giovanni Valdarno per incontrare gli studenti di un istituto superiore, ma a margine sicuramente si parlerà di primarie. Il tutto mentre i grillini saltano le celebrazioni del 25 Aprile per l’arrivo di Renzi.

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