Renzi nel “santuario” della sinistra fiorentina

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Matteo Renzi fa tappa nel capoluogo toscano, a San Bartolo a Cintoia, dove si è fatto un pezzo di strada fondamentale della Firenze sociale e popolare

San Bartolo a Cintoia, storica Casa del Popolo e “santuario” della sinistra fiorentina, nel quartiere dell’Isolotto a Firenze. Qui si è fatto un pezzo di strada fondamentale della Firenze sociale e popolare, qui era di casa don Enzo Mazzi, da non dimenticare poi l’epopea lapiriana. Sala piena, circa 300 persone, si respira a fatica, tante le persone in piedi.
La voce di Claudio Baglioni sparata al massimo dei decibel, il titolo della canzone è emblematico “Strada facendo”. Matteo Renzi, candidato alla segreteria nazionale, insieme a Maurizio Martina, fa tappa nel capoluogo toscano, l’intento è di riuscire a prendere le redini del Pd in questa sfida congressuale.
L’ex premier entra dall’ingresso del bar, aggirando così la muraglia dei cronisti. Attraversa la sala, sale sul palco dove ad attenderlo c’è il sindaco Dario Nardella “mi scuso per i problemi del traffico” dice il primo cittadino e di questi tempi con i lavori delle linee della tranvia c’è solo l’imbarazzo della scelta. “Ora diranno che è colpa della scorsa amministrazione” scherza Renzi. “Sei dimagrito” sottolinea Nardella. “Sto girando tanto in bici a Firenze” risponde Renzi, sorvolando sul fatto che all’ora di pranzo è stato avvistato contro mano a Borgo Pinti, una stradina del centro non lontana dal Duomo “ma il problema, almeno per voi, è che continuano a chiamarmi sindaco”.
Nel frattempo con un leggero ritardo arriva anche il ministro Maurizio Martina. La battuta di Nardella  “si sarà perso in qualche cantiere” viene travolta dagli applausi. “Notavo con sorpresa che sono il più vecchio sul palco” ironizza Renzi, prima di azzannare i temi della politica nazionale e internazionale.
Naturalmente senza tralasciare le primarie. “Babbo, contro chi si fanno quest’anno?” è la domanda che giorni fa ha fatto a Renzi sua figlia. A raccontare l’episodio è lo stesso ex segretario nazionale del Pd. “Non le facciamo contro nessuno” è la risposta di Renzi a chi lo ascolta. Da poche ore a Stoccolma si è consumato l’ennesimo attentato terroristico, sullo sfondo il bombardamento americano di questa notte Usa in Siria. A questo proposito, Renzi, appoggia la linea del premier Gentiloni, ma chiama in causa l’Europa, cita don Milani e attacca “la cultura dei muri”.
Tante le facce note, tra cui il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, il responsabile giustizia David Ermini, gli europarlamentari Simona Bonafè e Nicola Danti,  sono diversi i consiglieri regionali e comunali con la giunta di Palazzo Vecchio praticamente al completo. Tanti i temi affrontati, ma il pensiero è sempre alle primarie di fine mese. L’obiettivo è portare quanta più gente possibile. Tanto che Renzi per la prima volta chiede che ci siano anche dei gazebo nelle piazze e non solo nei circoli.
Il ministro Martina è convinto “solo noi possiamo costruire una prospettiva che guardi al futuro”. Mentre Renzi sulla comparsata di Casaleggio junior dalla Gruber ricorda “loro scelgono sulla base della dinastia, noi della democrazia”. Naturalmente il riferimento è al M5Stelle.
Tornando alle questioni interne al Pd, il ministro Martina pensa che “la guida del partito e del governo devono essere la stessa cosa” perché dice “senza leadership non vai da nessuna parte”. “Dateci una mano per un Pd forte” aggiunge. Chi è in sala applaude. La serata è finita. Ma il tour continua. “Ormai siamo una coppia di fatto” chiosa Renzi, riferendosi a Martina. “Strada facendo vedrai..” canta Baglioni. Il traguardo di Renzi non lascia dubbi, riprendere da dove aveva lasciato. “Questa volta però” promette “faremo squadra”. Mentre Baglioni canta “Strada facendo vedrai…”

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