Renzi: “Nessun favoritismo, Banca Etruria fu commissariata dal mio governo”

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“E la commissione di inchiesta non fondiamola sul pettegolezzo, ma sulle carte” ha detto il segretario Pd intervenendo da Giletti

Il tema di Banca Etruria? È “un tema che torna ciclicamente”, ma ora basta pettegolezzi, si faccia una commissione di inchiesta. Sono parole del segretario del Pd Matteo Renzi che, intervenuto durante la trasmissione L’Arena di Massimo Giletti, ha definito il libro di Ferruccio de Bortoli una “bellissima operazione di marketing per lanciare il suo libro”. Ma il segretario dem riufiuta qualsiasi accusa di favoritismo nei confronti del padre della ministra Boschi, perché Banca Etruria fu commissariata dal mio governo: siamo stati molto duri con tutti“. “Voglio che vengano fuori i fatti veri – ha detto Renzi – perché le persone oneste non devono avere paura di nessuno e non hanno niente da temere dalla verità”.

 

“Le sembra possibile – ha chiesto Renzi – che il problema delle banche in questo Paese sia una piccola banca di provincia ad Arezzo, le cui perdite valgono l’1,9 per cento delle perdite delle banche popolari? E non i veri scandali, clamorosi, che si sono stati, da Siena, alle banche venete, alle banche pugliesi. Allora dico: si faccia la commissione di inchiesta”.

“Io voglio la verità, le carte”, ha insistito Renzi. Quanto alla mancata smentita dell’ex ad di Unicredit Ghizzoni e le speculazioni che questo atteggiamento alimenta “siamo da un anno e mezzo sullo stesso punto. Se c’è favoritismo è un atto inaccettabile, siccome il ministro Boschi in questo caso, come tutti gli altri membri del governo, hanno dimostrato che non c’è favoritismo, io dico: benissimo, andiamo vedere le carte. Andiamo a fare la commissione di inchiesta”.

“Quello che per me è fondamentale dire, per il mio governo, è che noi quei Cda li abbiamo mandati a casa. E la commissione di inchiesta non fondiamola sul pettegolezzo, ma sulle carte. Abbiamo appena visto il caso di Renato Soru: bisogna aspettare le sentenze. Io sono un politico un po’ diverso dagli altri, ma sulla vicenda che ha riguardato mio padre, sul caso Consip, mi chiedo: perché non ne parla più nessuno? Io voglio che vengano fuori i fatti veri, perché le persone oneste – ha concluso Renzi – non hanno niente da tenere dalla verità”.

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