Renzi ripassa il cerino alla minoranza, discutiamo di tutto ma senza ricatti

Focus

All’Assemblea il segretario non rompe

Matteo Renzi non ci sta a restare con il cerino in mano. All’Assemblea Nazionale del Pd non sarà lui a far scendere il sipario rendendo inevitabile la scissione.

Per questo dovrebbe fare un discorso conciliante ma con un punto fermo: si può discutere di tutto ma senza ricatti.

E niente ultimatum – per usare la parola adoperata oggi da Lorenz0 Guerini – come quelli che si sono sentiti al teatro Vittoria alla kermesse di Speranza, Rossi e Emiliano (quest’ultimo è preso più conciliante). Ad esempio, il Bersani che quasi intima a Renzi di dire esplicitamente che si voterà alla scadenza naturale della legislatura è esattamente ciò che al segretario non piace, come pure la richiesta perentoria di Speranza di non ricandidarsi alla leadership del Pd.

Renzi, insomma, si mostrerà aperto soprattutto alla esigenza di discutere anche “rimpolpando” il menù congressuale con una serie di momenti programmatici, come ha proposto da ultimo Matteo Orfini. Si discuta di tutto ma senza intimazioni a fare questo o a fare quello. Il Congresso è un momento di democrazia e di dibattito, non si può ostacolarlo, tanto più che l’esigenza di discute l’ha riproposta oggi con forza uno come Enrico Rossi.

Dunque, il segretario non rompe. Si vedrà quale sarà la risposta della minoranza. Possibile che domani non si giunga ad una conclusione definitiva. Anche se è evidente che l’unità del Pd è appesa a un filo sottilissimo.

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