Il primo report del Pd sulla disinformazione in rete

Focus

Osservatorio periodico del Partito democratico sull’industria delle false notizie sul web

Nelle scorse settimane più volte Democratica ha raccontato la minaccia rappresentata dalla  diffusione massiccia delle cosiddette fake news. In molte occasioni le false notizie che sono circolate in rete hanno stravolto la realtà, alimentando posizioni sempre più estremiste e violente. In particolare il Pd è stato spesso oggetto di bufale virali, messe in campo da soggetti la cui identità e le cui relazioni non sono ancora state chiarite.

Come preannunciato da Matteo Renzi nelle scorse settimane, per provare a porre un argine al dilagare delle notizie bufala in rete, il Pd presenterà periodicamente un report su tutte le nuove fake news che circolano in rete.

E’ possibile scaricare e leggere il primo numero cliccando nell’immagine che trovate qui sotto.

L’obiettivo è quello di contrastare il diffondersi di questo virus, provando a smascherare le notizie mistificatrici dei fatti e della realtà. In alcuni casi, infatti, la bufala è creata ad hoc a partire da avvenimenti realmente accaduti, di cui viene poi cambiato il contesto fino a stravolgerne il significato.

Il primo numero del report del Pd si apre con un classico esempio di questo meccanismo: si parla di un video che mostra le immagini di un incontro tra il segretario del Pd Matteo Renzi e il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. L’incontro è realmente avvenuto ad agosto 2016 a Palazzo Chigi, ma la fake news ne trasforma i contenuti facendolo passare come un incontro avvenuto questo mese nella “villa” di Renzi a Firenze in cui i due avrebbero parlato di come censurare la libera informazione sul Web.

Il video viene immediatamente ripreso, di certo non umoristicamente, da 3 pagine unofficial del M5S (Virus5Stelle, M5SNews, Vogliamo il Movimento 5 Stelle al Governo). Due di queste (Virus5Stelle e Vogliamo il Movimento 5 Stelle al Governo), peraltro, sono amministrate dalle stesse persone: Daniele Ferrari e Adriano Valente. Ferrari è anche admin di M5SNews, mentre Virus5Stelle è la stessa pagina che pubblicò in data 22 novembre la card sul funerale di Riina dove comparivano autorevoli rappresentanti istituzionali e del PD: David Sassoli, Maria Elena Boschi, Laura Boldrini e Francesco Verducci e che in realtà si riferiva a tutt’altra cerimonia: il funerale di Emmanuel Chidi Namdi. Il sopracitato Valente, da parte sua, è anche admin di M5Snews. Uno strano intreccio di rimandi che sfrutta la buona fede di chi non sa giudicare né la veridicità dei contenuti, né tantomeno ne conosce l’origine “satirica”.

Come questa ci sono altre decine di fake news che stanno circolando in questo momento sul web. Con questo report proviamo a smascherare alcune tra le più diffuse.

E’ possibile scaricare il report cliccando sull’immagine.

I legami tra complottisti, Lega Nord e M5S

Il secondo case study citato nel report riporta il caso di una rete internazionale che porta fino alla Lega Nord e a legami con M5S.

In un articolo di questa settimana David Puente, ex dipendente della Casaleggio Associati, ha evidenziato come una delle principali pagine di disinformazione politica in Italia – Adesso Basta – sia direttamente collegata alla destra estrema statunitense e faccia parte di un network di siti internazionali che perseguono gli stessi fini. Del network fanno parte, tra gli altri, il sito Boldbritish.co.uk – schierato a favore della Brexit e che diffonde contenuti aggressivi contro l’Unione Europea e l’immigrazione – e il sito Mideast Mania (link), che tratta di tematiche relative al Medio Oriente e sostiene posizioni anti-islam.

Da un’analisi più attenta sulle attività di Adesso Basta emerge qualche dubbio sulla sua natura spontanea e indipendente. Negli ultimi mesi ci sono infatti state reciproche condivisioni tra account ufficiali TW e Facebook della Lega Nord e il sito AdessoBasta.

La connessione tra le attività di Adesso Basta e Lega Nord è rafforzata dalle amicizie FB del creatore del gruppo FB ufficiale della pagina, Michele Marrone. ​ ​Il gruppo si chiama ‘Adesso​ ​Basta!​ ​Movimento​ ​Italiano​ ​Contro​ ​La​ ​Politica​ ​Corrotta!’.​ ​I suoi admin sono però tutti profili fake. Una volta chiamati in causa da Puente nell’articolo richiamato sopra, questi ultimi hanno immediatamente cambiato foto profilo. Lo stesso Marrone fino a qualche giorno fa utilizzava come foto profilo l’immagine di un ragazzo siciliano morto in un incidente stradale.

Tra gli unici due amici in carne e ossa di Marrone figura tale Carlo Sempreboni, un attivista reale​ ​della Lega Nord e ha tra gli amici proprio il noto Luca Morisi, digital strategist di Matteo Salvini, la cui amicizia è peraltro ricambiata.

Non è la prima volta che il nome di Morisi è associato a insolite connessioni: ricordiamo​ ​che​ ​il​ ​sito​ ​di​ ​Noi​ ​con​ ​Salvini​ ​era​ ​già​ ​stato​ ​chiamato​ ​in​ ​causa​ ​nella recente​ ​inchiesta​ ​del​ ​New​ ​York​ ​Times​, ​poiché​ ​condivideva​ ​gli​ ​stessi account​ ​pubblicitari​ ​Google​ ​con​ ​siti​ ​non​ ​ufficiali​ ​di​ ​area​ ​M5S​ ​(nello​ ​specifico, Info5Stelle​ ​e​ ​Videoa5Stelle),​ ​siti​ ​complottisti​ ​e​ ​siti​ ​pro​ ​Putin​ ​(iostoconputin.info, mondolibero.org).

Insomma, da questo primo report emerge una situazione opaca e intricata, in cui amici e avversari si confondono e non mancano legami con network esteri e canali di propaganda populista e disinformativa.
Uno scenario che chiama in causa tutte le forze politiche, che sarebbe utile collaborassero per scongiurare il rischio di ingerenze indebite , soprattutto in vista delle prossime elezioni.
Con il report pubblicato oggi, a cui altri faranno seguito, il Partito democratico prova a dare un primo, parziale contributo in questa direzione.

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