Fake news, M5s e Lega finiscono nel report Usa sulle interferenze russe

Focus

Nelle conclusioni si arriva ad invitare il governo americano a garantire “il processo democratico di un alleato come l’Italia dall’interferenza straniera”.

Ancora una volta M5s e Lega vengono associati a Mosca e alla sua presunta volontà di interferire nei processi democratici dei paesi occidentali. Questa volta a metterlo nero su bianco è un rapporto sulle ingerenze russe internazionali redatto dallo staff del senatore democratico Usa Ben Cardin, membro della Commissione del Senato americano sulle relazioni con l’estero.

Nelle intenzioni del senatore dem le 200 pagine del rapporto  vogliono fare chiarezza sui “reali scopi e della scala” degli sforzi del presidente russo Vladimir Putin per danneggiare la democrazia. Alcune pagine sono specificatamente dedicate all’Italia e ai partiti che, secondo il dossier, si configurano come “pro-Cremlino” nelle relazioni internazionali e attivi nell’uso delle fake news e delle “teorie cospirazioniste” nelle loro campagne mediatiche, spesso costruite su notizie e informazioni tratte da media controllati e finanziati da Mosca.

Nel report, che si basa tra le altre cose su numerose fonti diplomatiche e governative, si parla delle prossime elezioni italiane, sottolineando il possibile interesse della Russia nel favorire il Movimento 5 stelle, che “persegue la fine delle sanzioni contro la Russia seguite alla crisi ucraina” come anche “la normalizzazione delle relazioni con il regime siriano di Assad” e “si oppone alla partecipazione dell’Italia nella Nato”. E ancora, si ricorda l’analisi di BuzzFeed, secondo la quale una serie di siti e profili social messi in campo dal M5s sono destinati a diffondere fake news durante la campagna per il referendum costituzionale del 2016. Nelle conclusioni si arriva ad invitare il governo americano a garantire “il processo democratico di un alleato come l’Italia dall’interferenza straniera”.

Il documento sostiene anche che Mosca non si muove solo nell’ombra, ma che in alcuni casi ha lavorato per stringere rapporti pubblici con alcune forze politiche del nostro Paese. Il caso citato è quello della Lega di Salvini, con cui il partito Russia Unita ha siglato nel 2017 un accordo di cooperazione per lo sviluppo di legami nell’ambito del Consiglio d’Europa e dell’Osce. Legami che per l’analisi americana potrebbero, ma il condizionale è d’obbligo, celare anche l’invio di fondi da parte dei servizi segreti di Putin.

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