Revenge Porn, un altro capitolo buio della propaganda di governo

Focus

Bocciato un emendamento del Pd che avrebbe tutelato le vittime. Lega e Cinque Stelle preferiscono le promesse ai fatti

Oggi la Camera dei deputati avrebbe potuto introdurre il reato di revenge porn nel codice penale ma Lega e M5S hanno votato contro. Il motivo? L’emendamento portava la firma del Partito Democratico. E così si è persa un’altra occasione per introdurre una norma di civiltà.

Ma il messaggio che proveranno a far passare è un altro: e cioè che la maggioranza sta lavorando ad un testo proprio su questo tema. Già perché mentre in Aula si discuteva l’emendamento, gli esponenti di Lega e M5s stavano tenendo una conferenza stampa al Senato per presentare un’altra proposta di legge sul revenge porn. “E così – fa notare Giuditta Pini, deputata dem – sui giornali leggerete che Lega e Cinque Stelle hanno proposto una legge, non leggerete che hanno impedito di farla quella legge. Hanno preferito fare una promessa anziché introdurre un emendamento che avrebbe protetto da oggi, da subito, le vittime. Come al solito: forti con i deboli e deboli con i forti”, conclude.

Ci sono volute quasi quattro ore, sottolinea Alessia Morani, “per decidere che la nostra proposta non poteva essere accettata: non si è deciso di introdurre il loro testo, uguale a quello del disegno di legge presentato al Senato, come emendamento al Codice Rosso. Non si fa perché non c’è la volontà di farlo, altrimenti sarebbe stato introdotto sin da subito. E’ una grande presa in giro”.

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