Richetti: “Contratto? Solo una feroce operazione di potere. Il Pd pensi a ripartire”

Focus
governo elezioni anticipate lega m5s

“Mai come in questo momento c’è bisogno del Pd e mai come in questo momento il Pd non è pronto a questa risposta politica”

“Sulle questioni più delicate, più difficilmente realizzabili, stanno annacquando un po’ i contenuti della proposta. Si parla di aliquote fisse invece che la flat tax, e mi chiedo, rispetto alla situazione attuale, cosa cambi sulla fiscalità. Si parla di un reddito di cittadinanza che non si realizza fino a quando non c’è la riforma per i centri per l’impiego. Mi pare che gradualmente ci sia la consapevolezza che tutto ciò che si era promesso costituisce indebitamento importante e quindi si alleggerisce, e ciò che può diventare bandiera viene messo come contenuto principale. È una feroce operazione di potere, questo è evidente“. Lo ha detto a Sky TG24 Mattina, Matteo Richetti, commentando il nuovo e pare definitivo accordo di governo tra M5S e Lega.

Richetti ha poi spiegato: “La discussione di questi giorni sembra sempre più una discussione tra aziende che devono costruire un piano industriale e non una discussione tra forze politiche che devono condividere un’alleanza su valori e proposte. Anche questo è un elemento che allontana la nostra parabola politica, che spero sia di ripresa al più presto, da quello che stiamo vedendo”.

Il Partito Democratico non è pronto ad una risposta politica 

La discussione vira quindi sul Pd che si appresta, il 19 maggio, a riunirsi in un’Assemblea nazionale molto importante. Maurizio Martina aveva lanciato la proposta di svolgere il congresso entro l’anno, una idea condivisa anche da Richetti: “Pare che il vero nodo della discussione sia quando fare un Congresso e non c’è bisogno di posizionarsi tra renziani e antirenziani per vedere che è un elemento indispensabile nel riposizionamento del Pd, nell’elaborazione del profilo di partito, nella definizione di alcuni temi chiave nella nostra proposta politica. Non può essere oggetto di divisione che si faccia a ottobre, novembre o febbraio”.  “Si chiariscano – ha proseguito – questi due aspetti: il congresso serve e lo si fissa. Martina può essere il traghettatore di questo partito se non sarà candidato al congresso. L’idea è che la safety car garantisce che quando la corsa riprende lei in corsa non ci sia, altrimenti è prima per definizione”.

Poi un appello all’unità di un partito che, riconosce Richetti, è in forte crisi: “Mai come in questo momento c’è bisogno del Pd e mai come in questo momento il Pd non è pronto a questa risposta. Questo tema non risponde a una data o al mese del congresso o una persona che si candida, risponde a un progetto politico”.

Vedi anche

Altri articoli