Meno parlamentari? Solo uno spot

Focus

Se la maggioranza avesse voluto fare una vera riforma avrebbe senza esitazioni accolto le nostre proposte, precise e circoscritte

In Senato, sulla riforma costituzionale riguardante la riduzione del numero dei parlamentari, il Pd ha tenuto fin dall’inizio una posizione seria: sì al provvedimento se è parte di una vera riforma; no se si riduce a uno sgangherato e volgare spot pre-elettorale collocato entro un ampio e esplicito progetto di demolizione della democrazia rappresentativa e di umiliazione del Parlamento (le iniziative in atto sul referendum propositivo e quelle annunciate sul vincolo di mandato avvalorano questa seconda ipotesi).

Abbiamo perciò presentato pochi e qualificati emendamenti per completare la diminuzione numerica di deputati e senatori con il superamento delle due principali storture – due camere con funzioni identiche; mancanza di suffragio universale per l’elezione del Senato a causa dell’esclusione dal diritto di voto della popolazione tra i 18 e i 25 anni – che rendono il sistema parlamentare italiano un’anomalia a livello mondiale.

Se la maggioranza avesse voluto fare una vera riforma, avrebbe senza esitazioni accolto le nostre proposte, precise e circoscritte, e avremmo sbrigato la pratica velocemente e con consensi unanimi.

Ma non è mai stata questa l’intenzione di Lega e Cinque Stelle. Non hanno mai voluto una riforma degna di questo nome. Hanno sempre e soltanto cercato di costruire un trastullo propagandistico da usare come combustibile per un esercizio demagogico di infimo livello.

Di conseguenza non solo non hanno accolto i nostri emendamenti. Ci hanno persino impedito di discuterli inducendo la Presidente del Senato Casellati a dichiararli inammissiibli adducendo una inesistente estraneità (sic!) di materia.
Decisione grave. Un bis del colpo di mano contro le prerogative della minoranza parlamentare attuato a dicembre in occasione della legge di bilancio.
Tanta arroganza non ha soltanto reso inevitabile il nostro voto contrario. Ha anche svelato una verità elementare: l’utilizzo di questo disegno di legge, che è appena all’inizio del suo iter, come arma di distrazione di massa finalizzata a coprire i fatti vergognosi per i quali i legastellati si trovano in grave imbarazzo: l’economia a picco con una crescita 2019 cinque volte inferiore alle stime governative e con consumi in crollo e una manovra aggiuntiva da dieci miliardi dietro l’angolo; le pantomime sul blocco delle grandi opere pubbliche, a partire dalla Tav; l’imminente voto con cui il M5S salverà Salvini dal processo sulla Diciotti perdendo per sempre ogni credibilità legalitaria; i pasticci sul Venezuela che vedono l’Italia isolata in Europa su una posizione filo-Maduro; la sceneggiata di Di Maio con la visita ai teppisti dei Gilet Gialli; l’occupazione selvaggia e contraria alle leggi di ogni poltrona, dalla presidenza Rai a quella della Consob; i continui attacchi ai poteri indipendenti, alle istituzioni di garanzia e alla libera stampa; l’inserimento in massa nei sottoboschi del potere di candidati Lega e 5S non eletti nelle ultime elezioni.

Il gioco gialloverde è questo. E ha questi obiettivi. È un gioco evidentemente irresponsabile e deleterio, che il Pd ha il dovere di contrastare a viso aperto e nella maniera più vigorosa possibile.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli