Senato, verso il cambio del Regolamento

Parlamento

Niente più nuovi gruppi e maggiore uniformità con la Camera

La Giunta del Senato ha concluso l’esame della proposta di riforma del regolamento di Palazzo Madama. La riunione di oggi avrebbe sostanzialmente confermato i pilastri del testo base messo a punto a ottobre dal comitato ristretto. Ora  tocca l’Aula dare l’ultimo ok.

L’obiettivo della riforma è quello di armonizzare le norme che disciplinano l’attività delle due Camere.Tra le principali novità che potrebbero arrivare intatte fino al testo definitivo ci sono anche misure per ridurre i tempi di discussione in Aula e per impedire la proliferazione dei gruppi. Su questo punto, ad esempio, c’è una novità interessante, perché si prevede che non si potranno più formare gruppi nel corso della legislatura a meno che non si tratti di fonderne di già esistenti, mantenendo fermo il limite minimo di 10 componente. Dunque niente più sigle nuove e incomprensibili, nate nel bel mezzo della legislatura, ma solo la possibilità, per chi si si vorrà svincolare, di accedere al Gruppo misto.

Altra novità importante è il via libera alla norma per uniformare il voto di astensione del Senato con quello della Camera. In questo modo a Palazzo Madama i voti di astensione non verranno più conteggiati tra i contrari.

Il documento uscito oggi dalla Giunta di Palazzo Madama, dunque, rispetta l’impianto originario. I pochi emendamenti approvati non hanno stravolto il senso della riforma che ora aspetta l’ultimo ok, a maggioranza assoluta, da parte dell’intera Assemblea. Appuntamento che verrà fissato dalla prossima conferenza dei capigruppo.

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