La Restaurazione è cominciata a scuola

Focus

Il governo del cambiamento decide di tornare indietro e comincia a farlo proprio dalla scuola

Il governo del cambiamento decide di tornare indietro e comincia a farlo proprio dalla scuola che, invece, avrebbe bisogno di guardare avanti, voltando le spalle al passato. Il primo atto, infatti, è stato quello di rinunciare alla chiamata per competenze che era lo strumento per realizzare un’autonomia più forte ed efficace e per rimettere al centro gli studenti e la qualità dell’offerta formativa. Il 40% dei Paesi europei ha sistemi che consentono alle scuole una piena autonomia nella selezione dei nuovi insegnanti. Sono sistemi scolastici che funzionano.

Speravamo che il governo del buon senso avesse il coraggio di portare a compimento un processo di riforma che avrebbe fatto bene alle nostre scuole. Invece ha ceduto su tutta la linea, decidendo di riproporre un modello vecchio dove merito e valorizzazione sono parole inutili che scompaiono dall’agenda. Pensano in questo modo di costruire opportunità per i giovani? Gliele stanno togliendo.

Per farlo hanno raccontato delle bugie. Hanno detto che la chiamata era diretta e dava ai dirigenti scolastici la possibilità di fare il bello e il cattivo tempo. Non è mai stato così. La chiamata, in realtà, era per competenze e rappresentava uno strumento nelle mani dei docenti e non certo dei presidi per scegliere la scuola più adatta alle proprie capacità e attitudini professionali. Inoltre, la chiamata per competenze era anche un modo per offrire agli studenti docenti motivati e non quelli assegnati attraverso una graduatoria.

Il governo del rinnovamento si è trasformato nel governo dell’invecchiamento perché ha deciso di rimettere in piedi un sistema nel quale si dà valore esclusivamente ai punteggi, alla anzianità di servizio e alle assegnazioni automatiche alle scuole, senza tenere conto delle loro necessità. Hanno deciso di togliere la spinta propulsiva all’autonomia e di rinunciare alla valorizzazione dei docenti, penalizzando, soprattutto, quelli più giovani. Quale strada per loro? Quale strada per il futuro per l’istruzione italiana?

Noi, al contrario, crediamo nella scuola che si fonda sul merito, sul potenziamento e lo sviluppo delle competenze. Il governo no e guarda a un tempo passato che ci porta lontano da un mondo che va veloce e che chiede agli studenti di essere sempre più formati, preparati e aggiornati. Noi abbiamo scelto la strada dell’innovazione, loro hanno scelto quella della restaurazione. Noi abbiamo scelto le riforme, loro hanno scelto il consenso. Queste decisioni le pagheranno i ragazzi, le famiglie e i docenti più giovani che resteranno ai margini di una realtà che si rivoluziona ogni giorno e che impone di investire su scuola, formazione e innovazione.

La Restaurazione è cominciata a scuola.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli