Rilanciare l’occupazione in Italia: alcune proposte nate da un’analisi socio-economica

Focus

Quali potrebbero essere delle strategie efficaci per riuscire a rilanciare l’occupazione in Italia in modo concreto?

Quello del lavoro è un argomento sempre attualissimo, tuttavia negli ultimi anni si è fatto davvero ben poco da questo punto di vista, o meglio le strategie adottate non hanno saputo sortire gli effetti sperati.

Dal momento che tale questione è estremamente complessa, è evidente che non vi siano “ricette” tali da poter essere considerate valide in tutti i casi; anche chi vanta fior di competenze economico-sociali, dunque, dovrebbe porre le proprie idee con la massima umiltà e senza la presunzione di sostenere che esse siano la via attraverso cui conseguire dei buoni risultati.

È proprio con grande umiltà, dunque, che vogliamo provare ad esprimere delle mere opinioni, dei pensieri che fungano da riflessione e che ognuno può reputare potenzialmente interessanti o, al contrario, del tutto inefficaci.

Abbassare il costo del lavoro

Prima di tutto, è doverosa una riflessione sul costo del lavoro in Italia: chi è in cerca di un impiego è solito osservare il problema occupazionale nell’ottica del lavoro dipendente, ma porsi dall’altra parte, ovvero da quella dell’imprenditore, può essere utile per chiarire diversi aspetti.

Quando si parla di costo del lavoro non si fa riferimento al salario, ovvero alla somma netta che viene percepita dal dipendente, bensì al costo complessivo che l’imprenditore deve sostenere per assumere regolarmente un lavoratore.

Come evidenziato da alcune recenti ricerche Eurostat, il costo del lavoro in Italia risente in modo piuttosto pesante della voce “other labour costs”, ovvero costi che non corrispondono a ciò che viene percepito dal lavoratore ma a spese fiscali e contributive.

Riuscire a ridurre questi costi sarebbe davvero molto opportuno: chiaramente non è il caso di fare degli improbi paragoni con realtà quali gli Emirati Arabi, dove le ritenute sulla busta paga di un lavoratore tendono a zero, dal momento che l’Italia ha un sistema pubblico del tutto differente, ma riuscire a ridurre tali costi sarebbe importantissimo.

Creare condizioni più favorevoli per i lavoratori autonomi

Osservando il panorama occupazionale nazionale non si può non notare come la tradizionale figura del lavoratore dipendente sia in profonda crisi.

D’altronde è cosa nota il fatto che negli ultimi anni siano andati in fumo centinaia di migliaia di posti di lavoro “tradizionali”, magari perché la tecnologia ha saputo sostituirsi alla classica figura impiegatizia, oppure perché oggi le aziende hanno modo di delocalizzare in modo assai agevole.

Questo è un dato di fatto al quale è davvero difficile riuscire a opporsi, alla luce di ciò potrebbe essere opportuno cercare di agevolare chi cerca di lavorare in maniera autonoma, dunque come libero professionista.

Il peso fiscale e contributivo che grava sui liberi professionisti italiani, anche su quelli con un business molto limitato, è oggettivamente altissimo, tanto da scoraggiare all’avviamento di un’attività autonoma.

Agli esosi costi fiscali e contributivi vanno peraltro a sommarsi quelli burocratici, ovvero quelli necessari per rivolgersi a un commercialista grazie alla cui consulenza il lavoratore si possa districare tra i vari obblighi previsti dalla legge.

Se oltre a tutto ciò si considera l’incertezza insita nel lavoro autonomo, ovvero quella correlata alla concreta possibilità di lavorare, di individuare clienti, di mantenere costanti i rapporti collaborativi e di ricevere per tempo i dovuti pagamenti, risulta davvero evidente che rivedere le normative che disciplinano la libera professione sarebbe molto opportuno.

Evitare qualsiasi forma di discriminazione negli incentivi alle assunzioni

La Costituzione sancisce l’importantissimo principio dell’uguaglianza tra cittadini, un’uguaglianza che tuttavia incespica in diverse discriminazioni amministrative.

A tal riguardo si possono fare molti diversi esempi: il fatto che un lavoratore autonomo non possa godere di varie forme di tutela che contraddistinguono il lavoratore dipendente può sicuramente essere tra questi, allo stesso modo esistono varie tipologie di incentivi all’assunzione che riguardano solo specifiche fasce di popolazione.

Da questo punto di vista tendono ad essere molto svantaggiati i cittadini meno giovani, e questo sembra quasi un paradosso in una nazione in cui uno dei problemi sociali più sentiti è proprio quello della prolungata presenza del figlio nella casa dei genitori, allo stesso modo vi sono anche delle forme di incentivo le quali rappresentano una prerogativa esclusiva per alcune regioni.

Stabilire delle condizioni analoghe per tutti potrebbe essere un buon principio, soprattutto se si considera che, avvantaggiando una categoria, si rischia di escluderne pericolosamente delle altre.

Agevolare chi avvia imprese innovative

Anche se quest’ultima riflessione potrebbe risultare retorica, potrebbe essere molto opportuno incentivare chiunque avvii delle imprese innovative.

Aziende come queste sanno essere molto preziose per la collettività non solo perché, come tutte, hanno risvolti positivi sull’economia, ma anche perché riescono in genere a spalancare nuove frontiere, si pensi ad esempio al fatto che molte nuove imprese potrebbero scegliere di offrire dei servizi complementari.

Esempi di questo tipo sono innumerevoli per quel che riguarda il mondo del web: alcune aziende operano grazie a delle applicazioni da cui è possibile acquistare dei servizi di vario tipo, altre App consentono di far incontrare in modo efficiente domanda ed offerta di lavoro, creando così nuove opportunità anche per chi svolge professioni “tradizionali”,  dei siti web, come ad esempio alcune piattaforme dedicate al copywriting o al Social Media Management, consentono di lavorare direttamente in rete venendo regolarmente retribuiti.

Esistono anche aziende che sono divenute solide realtà semplicemente fornendo delle informazioni: il caso più eclatante è quello di Salvatore Aranzulla, blogger che con il suo sito web dedicato ad argomenti informatici riesce a fatturare milioni di euro ogni anno, senza affatto trascurare siti Internet più di nicchia come ad esempio Investigoal, il quale fornisce consigli per il trading.

Idee come queste potrebbero essere utili per supportare l’economia nazionale e per creare nuove opportunità lavorative?

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