Rimborsopoli, lo scandalo si allarga

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Le Iene pronte a uscire con altri nomi di parlamentari coinvolti nella vicenda dei furbetti delle restituzioni

Quello che è uscito finora sulle donazioni mai versate dai Cinque Stelle potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Luigi Di Maio ha confermato 800mila euro di buco e otto nomi di grillini coinvolti nella faccenda Rimbosopoli, ma questi numeri non corrispondono al momento con quanto promettono di rivelare Le Iene alla prossima puntata dell’inchiesta su Rimborsopoli. Ivan della Valle (che non ha restituito 270 mila euro), Maurizio Buccarella (137 mila), Carlo Martelli (81 mila), Andrea Cecconi (28 mila), Emanuele Cozzolino (13mila), Elisa Bulgarelli (43 mila), Silvia Benedetti (23 mila) e Girolamo Pisano (200 mila) sono i nomi finora confermati dal leader pentastellato.

Ma Le Iene, i primi a scoprire lo scandalo, avevano fatto una lista più lunga che comprendeva anche Massimiliano Bernini, Barbara Lezzi e Giulia Sarti che per il momento il Movimento sembrerebbe assolvere. Ma ora Filippo Roma e Marco Occhipinti, che hanno realizzato l’inchiesta per la trasmissione Mediaset, promettono di fare nuovi nomi alla prossima puntata (e forse di confermare anche i tre dei dieci assolti dal M5S).

A quelli usciti finora, quindi, se ne potrebbero aggiungere altri. E la lista dei candidati che dovrebbero teoricamente rinunciare all’elezione diventa sempre più lunga, anche perché la maggior parte dei candidati beccati con le mani nella marmellata sono o capilista o in collegi blindati. La tecnica era sempre più o meno la stessa, anche se ora Le Iene annunciano di aver scoperto anche altri trucchetti usati dai furbetti del rimborso per trattenere le cifre da donare.

Da quello che è emerso finora i parlamentari beccati postavano delle foto di bonifici che poi non venivano inviati oppure venivano annullati, come ha confermato anche Ivan Della Valle in un’intervista a Repubblica in cui assicura di non essere fuggito in Marocco come dichiarato dal padre alla stampa: “Non scappo da niente”, dice. Il fatto di donare meno di quanto previsto, ha spiegato il grillino, era un gesto di ribellione nei confronti di un Movimento nel quale non si riconosceva più. Peccato però che Della Valle falsificasse i conti proprio per non essere beccato e di conseguenza cacciato dal Movimento.

Insomma, con il passare dei giorni, continuano a venire a galla sempre nuovi dettagli poco edificanti che riguardano rappresentanti dei Cinque Stelle. E alle mele marce, poi, si aggiungono anche i nomi dei tre candidati che il M5S vuole cacciare perché iscritti in passato a qualche loggia massonica, l’avvocato candidato nel collegio di Castellammare di Stabia Catello Vitiello, Piero Landi, candidato M5S nel collegio uninominale della Camera a Lucca, e Bruno Azzerboni, candidato all’uninominale in Calabria. Mancano ancora due settimane al voto e la sensazione che la storia non si concluda qui si fa sempre più reale.

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